di Valentina Alduini - Sembrerà paradossale ma, scaramanzia a parte, nella stagione 1995-1996 l’uscita dalla Coppa Italia per mano dei bergamaschi portò bene ai bianconeri a livello… Europeo. Se non si è troppo superstiziosi e si ha il coraggio di sfogliare l’almanacco di quell’annata, si potrà notare che all’epoca la Dea eliminò la Juventus dalla Coppa Italia addirittura agli ottavi di finale. Ma c’è di più: in quell’anno la squadra torinese portò a casa anche la Supercoppa italiana, vincendo contro il Parma che, facendo un salto temporale ad oggi, sarà il suo prossimo avversario in Campionato. Dunque, parecchi tasselli sembrano un déjà vu. Concretamente sono soltanto coincidenze ma … Perché non farci un pensierino? Infatti, ieri come allora, in campo c’erano campioni di spicco: basti pensare ad esempio a Gianluca Vialli (che era il capitano), ad Alessandro Del Piero, che con la Juventus ha vissuto anche la difficilissima stagione di Calciopoli e l’avventura in Serie B e, infine, ad Antonio Conte che a distanza di anni si è poi seduto sulla panchina bianconera come allenatore ed è persino giunto a ricoprire il ruolo di ct della Nazionale Italiana. Certo, oggi gli interpreti sono diversi ma come detto la qualità non manca, anzi. A differenza della stagione 1995-1996 la Juventus può vantare su Mr. Champions League Cristiano Ronaldo, all’epoca soltanto un ragazzino. Il portoghese, che nel suo palmares vanta tra l’altro cinque Palloni d’Oro, è arrivato a Torino in estate portando non solo ulteriore classe ma anche un entusiasmo pazzesco, capace di influenzare più che positivamente l’ambiente juventino. Già, l’ambiente. E’ ormai cosa nota che alla Continassa il mantra sia uno solo: lavorare per vincere. Ed è proprio questa mentalità improntata alla continua ricerca della vittoria, unita ad un grande spirito di sacrificio e ad un organico di altissimo livello tecnico, che lasciano ben sperare per il proseguo della stagione in corso e di quelle a venire. Sì perché il progetto della Juventus è uno di quelli a lungo termine. La società di Agnelli ha infatti scelto di investire su giovani giocatori di qualità che, in prospettiva, potranno rappresentare l’ossatura della squadra. Qualche esempio? Cancelo, De Sciglio, Bernardeschi, Rugani, Kean e Dybala. Insomma, Allegri ha a disposizione un mix esplosivo formato da giocatori under 25 e da calciatori di esperienza come il già menzionato Cr7, Chiellini, Bonucci, Pjanic, Khedira e Douglas Costa, per citarne solo alcuni. Perciò, alla luce di questi elementi, non sembra così utopico pensare che questo per la Juventus possa essere nuovamente l’anno giusto per riportare la Champions League sotto la Mole. La sberla di Bergamo, per molti raffigurata come un campanello di allarme per Massimiliano Allegri, potrebbe invece rappresentare soltanto un input in più per tutto l’ambiente che ha in mente sempre e soltanto una cosa: vincere, fino alla fine.

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