di Mattia Marinelli -
Milan già fuori dalla Champions. Tuoni. Fulmini. Ergastoli. Fallimento. E' già psicodramma anti-rossonero sui social e sui media italiani, quando in realtà l'atto ufficiale odierno della Uefa non è più un processo politico alla proprietà cinese come accadeva un anno fa, ma con ogni probabilità una ripresa del dialogo fra le parti. Lo stesso recente congresso di Roma ha esibito una Uefa meno integralista sul principio del Fair Play e con l'associazione dei club europei, l'Eca, consapevole dei miglioramenti portati dal FPF ma anche degli aggiustamenti necessari di qui in avanti.
Il deferimento Uefa ha in ogni caso dato la stura ad ogni genere di opinione, lettura e interpretazione. Se sarà dialogo non resterà che vedere dove porterà, se invece sarà rottura a quel punto il Financial Fair Play potrebbe essere discusso come principio ben oltre il Tribunale arbitrale dello Sport di Losanna. In questo caso, tutto potrebbe sfociare alla Corte Europea di Strasburgo, per mettere alla prova un principio, il FPF, che rischia di violare il diritto alla concorrenza e il diritto d'impresa, sbarrando la strada all'ingresso nel sistema della competitività. Mentre ci sono esperti che prefigurano per il Milan rischi di esclusione dalla Champions in caso di qualificazione, c'è chi fa notare che il Tas ha già stabilito la scorsa estate che per questo tipo di contestazioni Uefa, la sanzione non può essere quella dell'esclusione dalle competizioni calcistiche. Può davvero il Milan venire sanzionato per due volte per anni identici già indagati? Il 2016 e il 2017?
Quello che invece ha reso un passaggio obbligato e ineluttabile il deferimento Uefa è proprio l’anno cinese di gestione del Milan, il 2017/18, un anno che non poteva passare in cavalleria. In ogni caso l’umore per tutta la giornata è stato tranquillo a Casa Milan, con uno staff professionisti al lavoro per gestire al meglio questo percorso con la Uefa. Un concetto di percorso per nulla casuale: questo provvedimento era stato anticipato e rappresenta una tappa obbligata, una sorta di procedura tecnica, in cui la stagione 2017-18 viene segnalata come “breach” (violazione) verso il raggiungimento del break even, sempre tenendo conto che Elliott sta pagando scelte delle gestioni precedenti.
Elliott infatti ha ereditato tutto questo, ma non demorde dal cercare di riportare il Milan in uno scenario economico sano, virtuoso e sostenibile in un serrato ma ragionevole periodo di tempo. Nonostante il deferimento, a Casa Milan il sentimento prevalente è quello della fiducia. Un deferimento vissuto come una tappa per indirizzare il processo verso un esito positivo per il Milan, in linea con altri casi, che permetta di puntare ad un futuro ambizioso per il Club.
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