di Antonio Lopopolo -
Ci sono partite di calcio che, più di altre, hanno un significato storico particolare. Raccontano di epoche e avvenimenti, racchiudono quella magia, tipica di questo gioco, di rappresentare il mondo in uno stadio: Fiorentina-Bologna è una di quelle, è il “Derby dell’Appennino”.
Due città di origini antiche, piene di storia e di bellezza, due città divise da appena 100 chilometri di strada, fino a non troppi anni fa, un percorso lungo e tortuoso, di grandi salite e paurose discese. Adesso, con la nuova “Variante di Valico”, da Firenze si arriva a Bologna in un attimo, è una delle trasferte più veloci per le due squadre, ma soprattutto per i tifosi, che da sempre colorano l’aria a tinte viola e rossoblu, degna di un derby.
Il derby dell’Appennino in programma domenica alle 15 al Franchi all’improvviso è diventato anche una sfida tra grandi amici: da una parte SinisaMihajlovic e dall’altra Vincenzo Montella. I due sono stati compagni di squadra per due stagioni nella Sampdoria dal 1996 al 1998 e poi si sono sfidati per lunghi anni nei derby tra Roma e Lazio: l’aeroplanino su sponda giallorossa e Sinisa in maglia biancoceleste. Il bilancio nelle sfide da allenatori tra i due è in perfetta parità: 11 confronti diretti con tre vittorie a testa e cinque pareggi.
Dal versante fiorentino l’esigenza di vincere subito per attenuare una contestazione che è comunque preannunciata, dal lato bolognese la necessità di far punti per proseguire un’entusiasmante rincorsa-salvezza.Insomma sarà molto più di una sfida tra amici.
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