di Antonio Lopopolo -
“L’addio all’Inter? Moratti mal consigliato, io sarei rimasto”. Con questa frase Claudio Ranieri ha riassunto i retroscena dell’addio alla compagine nerazzurra, allenata per sei mesi nella stagione 2011-2012, quando subentrò all’esonerato Gasperini, per poi lasciare le redini a Stramaccioni in seguito al ko subito dalla Juve di Conte. Un allontanamento che secondo l’ex allenatore dei Leicester fu voluto da qualcuno vicino all’allora presidente nerazzurro, ma non dai giocatori.
All’esordio sulla panchina milanese, il 22 settembre 2011, ottiene la vittoria esterna per 3-1 sul campo del Bologna e il primo successo stagionale dell’Inter. Supera anche il girone di Champions da primo in classifica con 10 punti. Vince da debuttante il derby della Madonnina (0-1 Milito) ed eguaglia il suo stesso record di 7 vittorie consecutive in campionato, l’altro lo aveva ottenuto con la Roma nel 2009-2010, ma non riesce a fare il nuovo record perché viene battuto di misura dal Lecce. Da qui una serie di 9 sconfitte consecutive fra Campionato, Coppa Italia e Champions League che condannano l’Inter all’eliminazione dal torneo continentale per mano del Marsiglia. Con la Beneamata ferma all’ottavo posto in classifica, il 26 marzo 2012, la società nerazzurra decide di risolvere il contratto dell’allenatore romano, chiudendo il rapporto di collaborazione.
“Nello sport il campione non è quello che vince sempre, ma è quello che non molla mai”, questo è il motto di Luciano Spalletti. Il mister di Certaldo allena la Roma per quattro intere stagioni, dal 2005 al 2009. Vince due volte la Coppa Italia e una Supercoppa Italiana, portando i giallorossi per tre volte al secondo posto. Con lui in panchina la Roma registra la più lunga serie di vittorie consecutive in campionato, ben undici, all’epoca un record per la Serie A. La squadra di Spalletti gioca un bel calcio sia in Italia che in Europa, riuscendo a dare continuità e razionalità in una piazza emotivamente molto instabile. Voluto alla Roma dal presidente Franco Sensi, sotto la sua guida tecnica si è vissuto il passaggio di consegne tra il papà e la figlia Rosella.
Il suo ritorno alla Roma è datato 14 gennaio 2016, quando viene chiamato a sostituire Rudi Garcia per provare a riportare il sereno in casa giallorossa. Reduce da due secondi posti consecutivi con l’allenatore francese, la squadra non brilla e il presidente James Pallotta sceglie di puntare sul tecnico toscano. La formazione capitolina chiude al terzo posto in campionato con la migliore media punti/partita tra tutti gli allenator di Serie A. Al termine della seconda stagione conquista il record di punti (87) e di gol segnati in un singolo torneo (90), superando grandi tecnici del passato della formazione giallorossa come Nils Liedholm e Fabio Capello. Nel complesso la permanenza di Spalletti nella Capitale è coincisa con un buon periodo per i colori giallorossi. Dopo di lui, si è visto poco di meglio su quella panchina.
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