di Simone Ducci -
"La Roma è una squadra da amare, da starle sempre vicino, oggi non ci devono essere le fazioni pro Totti, pro Pallotta o pro Baldini, poi i presidenti, dirigenti e allenatori passano, le bandiere no. Questo mi ha fatto pensare tanto e non è stata colpa mia dover prendere questa decisione. Non so più che dirvi. Non ho mai avuto la possibilità operativa di lavorare sull'area tecnica della Roma". Sono state queste le prime parole di Totti.
L'ex dirigente ha proseguito: "Scelta difficilissima per me, io ho sempre voluto portare questi colori e questa città in giro per il mondo per far fare bella figura alla Roma. Di chi è stata la colpa? Non ho mai avuto la possibilità di esprimermi, non mi hanno mai coinvolto in un progetto tecnico. Il primo anno di poteva stare, il secondo un po' meno, poi non ci siamo mai trovati, mai aiutati, loro sapevano le mie intenzioni e la mia voglia di dare tanto a questa società. Ma loro non hanno mai voluto, mi tenevano fuori da tutto".
L'atto d'accusa, non livoroso ma chiaro e disincantato è così proseguito: "Alla gente di Roma devo dire solo grazie, per come mi hanno sempre trattato, c'è sempre stato reciproco rispetto sia in campo che fuori, posso dire solamente di continuare a tifare questa squadra, la Roma va sempre tifata e onorata, per me è la squadra più importante del mondo, vederla ora così in difficoltà mi rattrista, mi dà fastidio, i tifosi della Roma sono diversi dagli altri tifosi e io anche da fuori continuerò sempre a tifare Roma. E' un arrivederci, non è un addio. Da Francesco dico che è impossibile vedere Totti fuori dalla Roma. In questo momento prenderò altre strade, quando un'altra proprietà punterà forte su di me io sarò pronto".
Sul futuro: "Valuterò tutte le offerte. Non dico colpa di uno o colpa dell'altro, è stato fatto un percorso, non è stato rispettato e alla fine ho fatto questa scelta. Tutti sappiamo che hanno voluto che io smettessi di giocare, sul lato dirigenziale avevo un contratto di 6 anni. Sono entrato in punta di piedi, perchè per me era una novità, la società è la stessa, ma giocare è una cosa e fare il dirigente un'altra cosa. Le promesse non sono state mantenute, rispetto a quello che loro sapevano io volessi. Anch'io ho un carattere, una personalità e non sto lì a fare quello che ogni tanto mi chiedono di fare. Lo facevo per la Roma. Ma anche basta".
Poi una importante precisazione: "Non voglio passare per stupido, ma l'unico allenatore che ho contattato io è stato Antonio Conte. Non ho mai sentito De Zerbi, Gattuso, Mihajlovic e Gasperini. Mai. Hanno fatto Fonseca, che io non ho mai sentito. Ringrazio pubblicamente Fienga che è l'unico che ha messo la faccia per me, l'unica decisione che ho preso io è stata quella di Claudio Ranieri, che ringrazio. Altri dirigenti non volevano che io prendessi questa decisione, Ranieri sarebbe venuto anche gratis, i romanisti devono essere fieri di Ranieri".
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