di Emanuele Landi -
Il derby di Lisbona è di marca biancoverde. Lo Sporting sfata il tabù contro il Benfica. Match winner l'uomo mercato guardato da mezza europa: Bruno Fernandes.
Il derby de Lisboa è biancoverde. Sporting-Benfica semifinale di ritorno di Coppa del Portogallo, in scena allo stadio Alvalade è terminata 1-0 dopo il 2-1 dell’andata allo stadio Da Luz. In finale contro il Porto, passato agevolmente contro il Braga, ci va quindi lo Sporting che ci ha provato di più contro un Benfica troppo attendista. Sempre Bruno Fernandes è l’uomo della provvidenza: traversa nel primo tempo e rete decisiva al 75’. Un missile di Fernandes manda in “orbita” finale lo Sporting contro il Porto.
Lo scorso 6 febbraio il doppio vantaggio dei rossi targato Gabriel e autorete di Ilori, propiziata da Joao Felix, non lasciava possibilità. La gemma, però, di Bruno Fernandes su punizione nel finale ha regalato una speranza ai biancoverdi. Il popolo dello Sporting doveva convivere con un tabù da sfatare: l’ultimo derby de Lisboa vinto, tra tutte le competizioni, risaliva al 25 ottobre 2015 quando finì 0-3 per gli ospiti al Da Luz. Nei tre precedenti di questa stagione, poi, il Benfica ha trovato 2 successi e un pari. Finora nei 305 precedenti erano 108 vittorie (SCP) 65 pareggi e 132 successi (BEN). E poi ci pensa Bruno Fernandes.
Proprio lui protagonista dell’andata era tra gli osservati speciali in questa gara di ritorno. All’Alvalade, infatti, Inter, Juventus, Milan, Roma e Napoli tra le italiane, oltre a Man United, Bayern, PSG, Atletico, Monaco, Siviglia e Valencia erano spettatori interessati della semifinale di Taça de Portugal. I due giocatori nel mirino sono i talenti più puri delle due compagini: Bruno Fernandes, 24enne trequartista dello Sporting, con un passato in Italia tra Samp e Udinese e Joao Felix, fenomeno classe ’99 del Benfica.
Mentre il campionato negli ultimi 16 anni è stato un duopolio alternato tra Porto e Benfica, la Coppa di Portogallo è stata vinta negli ultimi 4 anni da 4 squadre diverse. Nel 2015 trionfa lo Sporting, nel 2016 il Braga, il 2017 vede brillare il Benfica e l’exploit nel 2018 del Desportivo Aves. Il Porto non vince la coppa nazionale dal 2011 ed ora dovrà vedersela con lo Sporting. La squadra più vincente è il Benfica con 26 edizioni mentre una tra Porto e Sporting si schioderà da quota 16.
Sporting Lisbona e Benfica sono due squadre della stessa città con colori e storie completamente diverse. I rispettivi stadi distano 3 chilometri l’uno dall’altro e la rivalità si sente. Il Derby de Lisboa noto anche come Derby Eterno, Derby da Segunda Circular oppure Derby da Capital, è la partita più importante in terra lusitana oltra al O Clássico tra Benfica e Porto. Lo smacco che diede origine alla rivalità tra le due squadre di Lisbona risale al 1907. Ben otto giocatori del Benfica si trasferirono allo Sporting, il giorno prima del derby. Affronto intollerabile per il popolo delle Aquile, goduria infinita per la gente del Leone rampante. Ecco perché nel 2007, anno del centenario del derby, lo scrittore Afonso De Melo ha pubblicato un libro sulla straodinaria letteratura della stracittadina della capitale: Benfica-Sporting x Sporting-Benfica...pior do que inimigos, eram irmãos (Peggio dei nemici, erano fratelli).
La rivalità è tale solo quando è sana. A volte si trascende nella violenza facendo perdere lo spirito da Derby. Lo sa bene Jorge Jesus ultimo dei 10 allenatori che hanno allenato entrambe le squadre. Dopo 6 anni alla guida del Benfica tra successi a livello nazionale e le due imprese sfiorate in Europa League ha dato vita al “tradimento”. Al suo arrivo allo Sporting, nell’estate 2015, dove rimarrà fino alla stagione 2018, fu accolta da centinaia di minacce alla sua integrità fisica e alla sua famiglia. Per via di ciò la polizia decise di mettergli una scorta. Adesso la rivalità è stata espressa solo sul campo. Lo Sporting sfata il tabù del Derby do Lisboa battendo il Benfica e attendendo il Porto in finale.
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