di Redazione DDD -
Cesare Prandelli aveva fatto del derby di Genova un punto d'onore. Fin dalle sue prime interviste da nuovo allenatore del Genoa, lo aveva messo in testa alla sua agenda di comunicazione, ricordando a più riprese che non vedeva l'ora di giocarlo, che aveva capito quanto stesse a cuore alla gente, che lo considerava il più importante derby italiano.
Adesso, nonostante l'incitamento del sabato della vigilia dei tifosi fin sotto l'albergo, il derby lo ha perso e deve rimetterne insieme i cocci, pratica pesante da gestire per Prandelli. Il tecnico bresciano è molto esperto e non drammatizza, ma il Grifone visto domenica è una squadra vuota, con poca qualità nel reparto centrale del campo e troppo nervosismo come dimostra la terza espulsione di fila nelle partiute di campionato. Il Genoa sembra non difende più in maniera organica, sembra aver perso equilibrio nelle due fasi di gioco.
Questi i problemi di Prandelli, proprio nei giorni in cui Giampaolo, sulla panchina avversaria, assapora l'atmosfera magica dell'ingresso nella storia da allenatore imbattuto nei derby genovesi. Prandelli deve invece ricreare subito attorno alla squadra fiducia e un filo di ottimismo, anche se il tempo stringe e la piazza è di cattivo umore soprattutto per gli sberleffi blucerchiati. La classifica dice +6 sull’Empoli considerando lo scontro diretto a favore dei rossoblù, quindi niente drammi. Ma dopo un derby perso in maniera ineccepibile è opportuno che il Genoa reagisca con l’orgoglio ferito della squadra che vuole dimostrare ancora qualcosa. Gestire la sconfitta del derby non è semplice: nella scorsa stagione venne esonerato Mihajlovic a Torino, quest'anno Di Francesco a Roma. Sono i cocci post-derby perso, i peggiori. A Milano, un certo Rino Gattuso ne sa qualcosa...
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