La stella italiana del Western United avverte che il calcio australiano non raggiungerà il suo pieno potenziale se non si istituisce una seconda divisione il prima possibile

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Gli "scavetti" italiani in Australia: doppietta di Alino Diamanti nel 5-3 del Western United

Serve una Serie B per rafforzare il calcio australiano. Questo è il problema più grande della A-League secondo Alessandro Diamanti. Il 37enne italiano, intervenuto ai microfoni di The World Game, sottolinea questo aspetto, nonostante sia magnanimo nel lodare la qualità generale del campionato.

A-League Rd 24 - Perth v Western United

A-League Rd 28 -  Melbourne Victory v Western United

“Le squadre hanno molti punti di forza da quello che ho visto – dice il capitano del Western United –. Il calcio qui è organizzato e disciplinato; fatto molto importante. È fisico e piuttosto veloce. L’atteggiamento generale è meraviglioso e ho visto alcuni giovani giocatori interessanti che hanno il potenziale per crescere. Ho notato, però, come molti calciatori siano felici di limitarsi a svolgere il proprio compito ma non in grado di adattarsi alle mutevoli situazioni delle partite. In Italia impari fin dalla tenera età a essere tatticamente flessibile in modo da poter affrontare diverse circostanze”.

A-League Rd 25 - Western United v Western Sydney

Poi l’affondo di Alino: “Credo, tuttavia, che la più grande debolezza del campionato sia la palese assenza di una seconda divisione. La minaccia di una retrocessione darebbe un vantaggio a tutti i club nel corso della stagione. A livello individuale, niente migliora un giocatore più di una dose di sana pressione data dalla paura di essere in una squadra che retrocede e deve affrontare tifosi e media. So com’è. Dall’altra parte, la prospettiva della promozione incoraggerebbe le società a investire di più per guadagnare il posto in una A-League che dovrebbe essere basata sul merito”.

A-League Rd 24 - Perth v Western United

Nel corso dell’intervista viene fuori pure l’altro lato di Diamanti: “In campo ho il sorriso sulle labbra, ma non lasciatevi ingannare. Sono anche molto esigente con i miei compagni di squadra, lo staff tecnico e la società. Lo faccio perché so che per avere successo devi puntare in alto e se c'è qualcosa che non mi piace non esiterò a esprimere il mio punto di vista. Non solo perché sono il capitano, ma anche perché sono fatto così”.

A-League Rd 24 - Perth v Western United

Infine la battuta dell’ex Livorno su attualità e prossimi playoff di A-League: “Stiamo giocando bene ma dobbiamo battere finché il ferro è caldo; l’ho detto ai ragazzi. Andiamo alle finali da outsider e vogliamo essere il team più ‘fastidioso’ possibile. Sapete perché? Le squadre che vincono i trofei di solito sono ‘rompiscatole’, quelle ‘belle’ non vincono mai”.

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