L’attaccante danese del Barcellona rivela in un documentario l’atteggiamento di suo padre nei suoi confronti quando era solo un bambino

Martin Braithwaite, attaccante del Barcellona, si è aperto in un documentario di 433 e Lucky Mental, nel quale ha ricordato la sua infanzia difficile. Il 31enne nazionale danese, di origini guyanesi, ha rivelato che suo padre era sempre stato troppo duro con lui negli anni della fanciullezza.

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“Gliel’ho detto tante volte, ma lui era sempre molto duro con me, ero solo un ragazzino e rendeva le cose più complicate – racconta Braithwaite –. Quando tuo padre è duro con te, inizi a farti domande e io spesso mi domandavo: ‘Ma gli piaccio davvero? Mi ama? Sono suo figlio eppure...’. Non è facile affrontare tutto questo”.

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(Photo by Naomi Baker/Getty Images)

Nel lavoro c’è anche un’intervista al papà del giocatore. “Quando lui (Martin) ha giocato a calcio contro di me, non gli ho mai reso le cose facili – dice Keith a un certo punto nel doc –. L’ho sempre fatto lavorare per questo. L’ho sempre spinto al limite. Quando giocava male non gli dicevo ‘Oh, la prossima volta avrai più fortuna’, ma ‘No, hai sbagliato’. Andava da sua madre, la abbracciava e gli diceva: ‘Oh, ok tesoro. Va bene’. No, questo non basta”.

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