Il giocatore boliviano ha rubato l'identità di suo fratello, il quale è morto ed era anche più giovane.

Quel che è successo in Bolivia ha dello scandaloso: un calciatore dell'Aurora de Cochabamba, squadra della Primera División che disputa le sue partite casalinghe allo Stadio Félix Capriles, ha rimediato una squalifica di 2 anni per aver usato l'identità del suo defunto fratello.

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Bolivia, calciatore squalificato per furto d'identità

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Come riportato dai quotidiani Diez e Record, calcisticamente parlando la Bolivia è stata colpita da uno scandalo. Il calciatore dell'Aurora de Cochabamba Gabriel Montaño, che in realtà si chiama Diego Hernan Montaño Moizán, è stato squalificato per 2 anni. Egli ha mentito non solo sugli anni, che ne ha 25 invece di 20, ma anche sulla sua identità, visto che stava usando quella di suo fratello morto. Così facendo, Montaño non solo ha avuto modo di giocare nella massima serie del suo Paese, ma lo scorso anno ha ricevuto anche la chiama dalla Nazionale maggiore per le partite contro Venezuela e Cile, senza mai scendere in campo.

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A causa di questa vicenda, l'Aurora, club fondato nel 1935 che ha vinto soltanto 2 campionati nazionali di cui l'ultimo risalente al 2008, inizierà il prossimo campionato con 33 punti di penalizzazione. Jaime Cornejo ed Ivón Sandra Valencia, dirigenti dell'Equipo del Pueblo (la squadra del popolo), hanno ricevuto una sospensione di 3 anni.

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