Di fronte alla crescente ondata di proteste, il Brighton ha rimosso il post e ha rilasciato una dichiarazione di scuse, ammettendo una "grave insensibilità" e scusandosi per il dolore causato ai fan cinesi e asiatici.

L'incidente social

Lieutenant Hiroo Onoda
Hiroo Onoda (Photo by Keystone/Hulton Archive/Getty Images)

Il caso è scoppiato quando il team social del Brighton ha condiviso una fotografia che ritraeva la stella giapponese della squadra, Kaoru Mitoma, insieme ad alcuni giocatori dell'accademia under-12. Nell'immagine, il gruppo mostrava con orgoglio una carta personalizzata del videogioco FC 26. Tuttavia, il dettaglio che ha scatenato l'indignazione non riguardava il calciatore, bensì l'immagine stampata sulla carta virtuale: quella di Hiroo Onoda.

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Per chi non lo conoscesse, Hiroo Onoda è una figura storica estremamente controversa in Asia orientale. Ufficiale dell'esercito imperiale giapponese, Onoda divenne famoso in tutto il mondo per essere rimasto nascosto nella giungla delle Filippine per ben 29 anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Si rifiutò di credere che il conflitto fosse terminato e continuò a compiere azioni di guerriglia che causarono la morte di diversi civili locali. Sebbene in Occidente la sua storia sia romanticizzata come simbolo di dedizione, in Cina e Corea del Sud è visto come un simbolo dell'aggressione e dei crimini di guerra commessi dall'Impero nipponico.

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