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Redazione Derby Derby Derby

di Antonino Sambataro -

Chiamatelo pure lo sprint finale. La corsa Champions entra nel rettilineo conclusivo che porta dritto a Madrid, ma quanti ostacoli ci sono ancora da superare. Otto corsie piene di sogni, tensioni, timori ma soprattutto adrenalina. Ingredienti da dosare con attenzione per continuare ad alimentare la speranza di conquistare la coppa più ricca il prossimo 1 giugno al ‘Wanda Metropolitano’. Si comincia martedì con i primi due quarti di finale e l’Inghilterra assoluta protagonista: Manchester City e Liverpool, in lotta serrata per la Premier, sono tra le favorite per la vittoria anche in Europa, ma di fronte avranno due avversari complicati.

Deve fare attenzione soprattutto la squadra di Guardiola, impegnata nel derby contro il Tottenham che ha eliminato in scioltezza il Dortmund dopo che già aveva lacerato le ambizioni europee dell’Inter. Gli Spurs partono però sfavoriti contro la macchina da gol e spettacolo del City, capace negli ottavi di rifilare 10 gol tra andata e ritorno ai malcapitati dello Schalke. Di certo non sarà facile ripetersi contro gli uomini di Pochettino che come al solito puntano gran parte dello loro fiche su Keane, Eriksen e un’organizzazione tattica diligente.

Dovrebbe avere meno problemi il Liverpool, almeno sulla carta: la qualificazione ottenuta ai danni del Bayern ha rilanciato ambizioni e certezze dei Reds che fin qui non sembrano patire alcuna fatica dal testa a testa in campionato con il City. Dopo la finale persa malamente un anno fa contro il Real, Kloppsa che ha tutte le possibilità di prendersi la rivincita. Servirà però molta attenzione contro il Porto di Conceicao, provando magari a chiudere i conti già all’andata per ridurre al minimo le pressioni del Dragao.

Mercoledì, invece, sarà la volta delle altre due grandi favorite: Juventus e Barcellona pregustano già un remake della finale del 2015, finita nella bacheca blaugrana. Entrambe hanno già di fatto chiuso i conti per lo scudetto e possono concentrare tutte le forze sulla Champions (il Barca contenderà al Valencia la Coppa del Re il 25 maggio). I bianconeri godono ancora della spinta data dall’adrenalinica rimonta sull’Atletico e sono chiamati a spegnere l’entusiasmo dei talenti dell’Ajax: in attesa di capire le condizioni di Re Cristiano, gestire all’Amsterdam Arena e spingere a tutta allo Stadium potrebbe bastare per sbarazzarsi degli esecutori dei pluricampioni del Real.

Un altro che non ha nessuna intenzione di cedere la corona è Messi che già dieci anni fa fece piangere lo United. Allora in campo c’era anche Ronaldo, ai tempi ancora aspirante specialista di coppe. I RedDevils sono la vera mina vagante del torneo e hanno tradizione a sufficienza per poter sorprendere: chiamare Parigi per avere conferma.