"Questo è il punto più alto della mia carriera con le Nazionali", ha confessato Vincenzo Annese, nuovo Direttore Tecnico del Burkina Faso

Annese tra presente, futuro e Coppa d'Africa

Nigeria v Burkina Faso - 2013 Africa Cup of Nations Final
JOHANNESBURG, SUD AFRICA - 10 FEBBRAIO: I tifosi durante la finale di Coppa d'Africa 2013. (Photo by Ian Walton/Getty Images)

Sarai il Direttore Tecnico. Questo ruolo è inedito nella nostra federazione ma non all'estero. Ci spieghi cosa farai?

"Lavorerò molto sulla parte tattica, sarò una sorta di consigliere del CT, che è Brama Traoré. Lo sento ogni giorno e a breve partirò per il Marocco. Gestirò tutta quella parte che riguarda la creazione degli allenamenti, la Match Analysis, porterò anche un match analyst italiano. Voglio anche introdurre analisi dell'allenamento, quindi non soffermandoci soltanto a quelle della partita. Poi dipende anche da Federazione a Federazione. Io userò tutte le mie energie, anche perché è la prima volta che ricopro questo ruolo: difficilmente ho fatto da assistente a qualcuno. Ma mi fa piacere questa esperienza nuova, vedere dall'altra parte come si agisce e come si pensa. Sperimenterò una nuova versione di me stesso".

Vincenzo Annese

Il 21 dicembre inizierà la Coppa d'Africa. Come vi state preparando? 

"In Nazionale abbiamo sempre poco tempo. I calciatori arrivano da zone diverse del mondo, abbiamo la squadra al completo a disposizione per tre-quattro giorni, e che fai? Poi tra un po' di riposo, recupero, vedere video... è davvero un tempo ristretto quello a disposizione e bisogna ricoprirlo al 100%. Bisogna anche cercare di entrare in sintonia con tutti quanto prima. Nel nostro girone ci saranno Algeria, Guinea Equatoriale e Sudan: puntiamo a far bene. Ci sono tante aspettative su di noi". 

Sfogliando il tuo curriculum vedo che difficilmente hai allenato una squadra o una Nazionale per più di due anni. Come mai? 

"Ho spesso rescisso io. Il calcio è così veloce che devo raggiungere i miei obiettivi subito. Ma c'è da dire che l'allenatore non è come quello di una volta: è difficile che i tecnici stiano sulla stessa panchina per tanti e tanti anni. Io ho fatto parecchi risultati utili, ma ci sono amici che vengono mandati via dopo tre mesi. Io non sono mai stato cacciato, ho sempre avuto buoni rapporti con tutti. Ci sono anche degli episodi più particolari: in Belize, ad esempio, avevo tre anni di contratto, ma il Covid ha completamente bloccato il Centroamerica. Nella mia carriera punto al massimo, a fare bene il mio lavoro. Non mi fermerò mai".

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