Il Botafogo perde a Montevideo ma conquista comunque il pass per le finali di Libertadores: sarà la quarta finale tutta brasiliana in cinque anni.
Nella notte è arrivato il verdetto finale della Copa Libertadores: la finale della più prestigiosa competizione del continente metterà difronte, di nuovo, due squadre brasiliane: il Botafogo e l'Atlético Mineiro. La squadra di Belo Horizonte ha guadagnato il pass per l'ultimo atto battendo il River Plate, ormai da diversi anni l'unica nota argentina presente alle battute finali del torneo, insieme al Boca Juniors. O'Glorioso - soprannome locale del Botafogo -, invece, raggiunge la finale nonostante la sconfitta (3-1) di questa notte contro il Peñarol.
La ricetta della partita è stata molto Sudamericana: A Montevideo infatti non sono mancati spettacolo, gol ed espulsioni. Gli uruguaiani del Peñarol hanno provato con tutte le loro forze a compiere un miracolo, ribaltare il risultato dell'andata - un sonoro 5-0 incassato in Brasile. E, grazie ai gol di Jaime Báez, sembrano piovere gocce di speranza all'Estadio Campeón del Siglo. La doppietta dell'uruguaiano sembra dare il via ad una notte da sogno; ma l'argentino Thiago Almanda ha tutt'altri progetti e, con un gol in contropiede, risveglia tutto l'Uruguay con un secchio d'acqua gelata. A poco servirà il terzo gol del Peñarol nei minuti finali, il match si conclude con un frizzante 6-3 in favore dei brasiliani.
L'ennesima finale in Verdeoro
La sessantacinquesima edizione della Copa Libertadores sarà decisa in Argentina, nella magnifica cornice dello stadio Vespuccio Liberti, casa del River Plate. Questa sarà l'ennesima finale che metterà difronte due squadre brasiliane, addirittura la quarta in cinque anni. Ad interrompere questo trend ci ha pensato l'anno scorso il Boca Juniors di Edinson Cavani, giunto in finale contro il Fluminense. Furono però i brasiliani, dopo i tempi supplementari, a conquistare la Gloria Eterna.
Quest'anno quindi vincerà di nuovo una squadra brasiliana, e sarà il sesto anno di fila. Ciò a dimostrazione che la forza calcistica, ma prima di tutto, delle società brasiliane è ancora avanti anni luce rispetto alle altre nazioni del continente. Chi riuscirà ad interrompere questa straordinaria egemonia?
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