Attualmente residente a Madrid, il belga ha rilasciato un'intervista al Guardian dove ha ricordato i suoi anni da calciatore e dove ha descritto la sua nuova vita tranquilla

Il rumore del Bernabéu e l'intensità di Stamford Bridge sembrano lontani anni luce. Ma non è certo un problema per Eden Hazard. Al contrario. Ritiratosi ormai da tre anni, l'ex attaccante belga da alcuni mesi ha deciso di dedicarsi alla viticoltura. Una nuova carriera che si sta rivelando un vero toccasana per l'ex Real Madrid e Chelsea: "Ieri avevo 19 anni, oggi ne ho 35. Bisogna divertirsi, non solo nel calcio, ma in tutto".

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Eden Hazard con la maglia del Real Madrid - Ph Getty Images
MADRID, SPAGNA - 27 APRILE Eden Hazard del Real Madrid corre con la palla sotto pressione di Kai Havertz del Chelsea durante la semifinale di andata della UEFA Champions League tra Real Madrid e Chelsea FC all'Estadio Alfredo Di Stefano il 27 aprile 2021 a Madrid, Spagna. (Foto di Denis Doyle/Getty Images)

Eden Hazard, la nuova vita lontano dagli stadi: "Sono più un tassista che un calciatore. Ma sto bene così"

Mentre molti giocatori lottano con il vuoto lasciato dal gioco, Eden Hazard ha trovato conforto nella semplicità. Sono passati quasi tre anni da quando ha smesso di giocare, e il silenzio che si è creato dopo il suo ritiro a 32 anni è stato notevole. Dopo un periodo segnato da diversi infortuni al Real Madrid che hanno posto fine prematuramente ad una carriera fulgida, il belga non ha cercato la ribalta. Circondato da vigneti anziché da difensori, accasciato su una poltrona, sembra completamente in pace, straordinariamente a suo agio con la sua vita dopo il calcio.

"La famiglia è ciò che ti aiuta. La mia vita è semplice: resto a casa e mi godo le cose semplici con mia moglie, i miei figli e i miei fratelli. Quando giochi, viaggi costantemente, ma quando ti fermi, finalmente hai tempo per loro senza stress". Attualmente l'ex Blues vive ancora a Madrid, una scelta fatta non per il calcio, ma per "la famiglia, i bambini, il clima e il cibo". La distanza dal gioco gli ha permesso di avere una prospettiva sui due campionati nazionali che lo hanno caratterizzato: LaLiga e la Premier League.

"La Premier League è più fisica; non si smette mai di correre. La Liga è più tecnica. A Madrid puoi gestire la partita, ma in Premier League non c'è possibilità: devi dare il massimo per 90 minuti". Se al Chelsea Hazard è diventato un idolo, per il Belgio è diventato la speranza di un'intera nazione. Il momento più iconico è stato il Mondiale in Russia nel 2018: "È stato incredibile. Ho avuto la possibilità di giocare con mio fratello. Essere il capitano della mia nazionale è stato qualcosa di incredibile".

Con il Real Madrid Hazard ha avuto modo di sollevare al cielo ben due Champions League, ma nonostante ciò il vero punto alto della sua carriera è stato tutt'altro: "È stato fantastico vincere la Champions League ma vincere la Premier League con il Chelsea è stato ancora più gratificante. È speciale perché ci sono così tante squadre che possono vincerla".

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