La Supercoppa in Arabia Saudita non appassiona e coinvolge non solo i tifosi, bensì anche gli stessi calciatori. Stavolta il grido, forte e chiaro, di dissenso arriva dal capitano dell'Athletic. Basterà per far cambiare idea ai vertici del pallone?

Le parole di Williams

barcellona athletic club
JEDDAH, ARABIA SAUDITA - 8 GENNAIO: Lamine Yamal dell'FC Barcelona passa la palla durante la semifinale della Supercoppa spagnola tra l'Athletic Club de Bilbao e l'FC Barcelona al King Abdullah Sports City l'8 gennaio 2025 a Jeddah, Arabia Saudita. (Foto di Yasser Bakhsh/Getty Images)

Athletic Club v Elche CF - LaLiga Santander

Oramai dal 2020 la Spagna ha scelto il format delle quattro squadre per contendersi il trofeo, optando per le prime due classificate in campionato e le due finaliste della Copa del Rey. Sono tre anni, invece, che il torneo si gioca in Arabia Saudita, suscitando tante polemiche e richiamando pochi ascoltatori. La novità stavolta sta nel fatto che a spostare l'attenzione sul luogo della competizione sia stato Inaki Williams, fratello di Nico e capitano dell'Athletic Bilbao. "Giocare in Arabia fa schifo", così categoricamente si è espresso il calciatore che ha proseguito: "Lasciare mia moglie e mio figlio qui è un compito".

Dunque non si tratterebbe solo di un problema logistico, dovendo giocare in uno stadio che non si conosce e di fronte ad una tifoseria che poco potrà supportare i propri beniamini. Alla base dell'accusa di Williams ci sarebbe anche un fatto familiare. Sua moglie, infatti, sta per concepire un bimbo e Inaki diventerà papà per la prima volta a breve. Far venir meno il suo supporto alla compagna lo infastidisce tremendamente.

Caricamento post Instagram...

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta Continua la lettura
Commenti
Tutti
Leggi altri commenti