di Davide Capano -

La Champions League è il porto dei sogni incrociati. Pensiero caro a Ole Gunnar Solskjær, tecnico del Manchester United, che stasera torna al Camp Nou vent’anni dopo la pazzesca finale da giocatore vinta nel 1999 contro il Bayern Monaco. Per il norvegese, all’epoca autore del gol vittoria, sarà pertanto una partita speciale.

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I Red Devils si ritrovano a giocare il ritorno in casa del Barcellona di seguito alla sconfitta dell’andata a Old Trafford per la seconda volta consecutiva in quest’edizione a livello di eliminazione diretta. Un autogol dopo pochi minuti di Luke Shaw (il quattordicesimo in favore del Barça in Champions, eguagliato il record della competizione) ha regalato il successo ai catalani. Servirà per Pogba & compagni un’altra impresa in stile Parco dei Principi di Parigi. Arbitra il tedesco Felix Brych. Diretta tv alle 21 su Sky Sport Football.

C’è un dato che però non fa dormire sogni tranquilli ai rossi di Manchester. Quale? Lionel Messi, calciatore troppo meraviglioso per invecchiare, ha segnato 22 gol in 30 partite contro avversari inglesi – più di quelli messi a centro contro altre squadre di diverse nazionalità. Curiosità da non sottovalutare nel torneo dei dettagli. Perché la Champions League è una cena di gala dove si misurano le eccellenze. El Cant del Barça o Glory Glory Man United?

Alla fine quale inno suonerà con più veemenza? La Rambla o Albert Square, in fondo, sono posti buoni per celebrare l’approdo in semifinale. Barcellona e United, a voi il telecomando delle emozioni.

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