Aveva vestito la maglia dei Whites dal 1967 al 1976 e da allenatore del Galles sfiorò la qualificazione al Mondiale '94

E sulla panchina del Galles...

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27 ottobre 2001: Terry Yorath, allenatore dello Sheffield Wednesday, assiste alla sconfitta della sua squadra per 2-0 contro il Coventry City nella partita della Nationwide League Division One a Highfield Road, Coventry. IMMAGINE DIGITALE Credito obbligatorio: Mike Finn-Kelcey/ALLSPORT

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Se come giocatore è stato sinonimo di affidabilità, lo stesso fu durante la sua carriera di allenatore. Alla guida del Galles (prima part-time, poi a tempo pieno) tra 1988 e 1993, Yorath ha ricompattato un gruppo e lo ha spinto oltre il suo destino apparente: vittorie simboliche contro colossi come il Brasile e i campioni del mondo della Germania.

Grazie a lui i Draghi Rossi conobbero anche un balzo storico nel ranking FIFA: la posizione n. 27 nell’agosto 1993. Un traguardo mai raggiunto prima. Con lui tutto il paese tornò a sognare. Mai si era visto un Galles in grado di competere con tutti, ma poi arrivò quella partita che nessun gallese dimentica. Il 9 novembre 1993 a Cardiff, qualificazioni a USA ’94, Galles-Romania. Sull' 1-1, il rigore di Paul Bodin si infrange sulla traversa e, a pochi minuti dalla fine, il 2-1 rumeno che spegne il sogno.

Un sogno spezzato come peggio non si poteva ma quella sconfitta fu allo stesso un senso di grande riscatto per il calcio gallese dovuto a Terry Yorath che nessuno potrà mai cancellare. Al di fuori del rettangolo, la vita di Yorath fu segnata dalla grave perdita del figlio Daniel, 15 anni, nel maggio 1992, per una cardiomiopatia ipertrofica non diagnosticata. Un lutto dal quale il centrocampista del Leeds impiegò tempo per riprendersi.

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