Matteo Ruggeri ferma Yamal ma non viene convocato in nazionale: il solito paradosso italiano
Il calcio italiano vive spesso di paradossi, e quello che riguarda Ruggeri ne è l’ennesima dimostrazione. Nella storica notte in cui l’Atletico Madrid elimina il Barcellona ai quarti di finale di Champions League, a prendersi gli applausi del Metropolitano e gli elogi della squadra è proprio l’italiano Matteo Ruggeri. L’ex Atalanta si è reso protagonista di una prestazione magistrale, fermando uno dei talenti più brillanti del calcio mondiale, Lamine Yamal. Un duello complicato, di quelli che possono segnare una partita. Eppure, Ruggeri ha risposto presente, contenendo con personalità e attenzione uno dei giocatori più imprevedibili del Barça. Ma è proprio qui che nasce il paradosso: perché mentre in Europa Ruggeri dimostra di poter reggere certi palcoscenici, in Nazionale continua a non trovare spazio.
La prestazione eroica di Ruggeri
Si può, in una notte, diventare l’eroe di 70 mila persone? Bisognerebbe chiederlo a Matteo Ruggeri, che nel giro di 90 minuti col Barcellona ha vissuto un’impressionante rollercoaster di emozioni e stati fisici. Dalle paure dei primi minuti con lo 0-2 Barça (2-2 nella serie), alla gioia per il gol del compagno Lookman sull’1-2, passando per il tremendo sanguinamento nel secondo tempo, aggravato dall’ansia di contenere il brillante Yamal, fino all’enorme emozione per il raggiungimento di una semifinale di Champions League. Nemmeno Tarantino riuscirebbe a scrivere un film così bello.
Un Matteo Ruggeri enorme sia al ritorno che all’andata. Dove, dopo aver subito un tunnel dal gioiello blaugrana, non si è perso d’animo e, attraverso una compattezza di squadra figlia della filosofia simeoniana, è riuscito a dare un enorme contributo sia nella metà campo difensiva che in quella offensiva (suo l’assist dello 0-2 per Sorloth).
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Il paradosso italiano
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