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Minacce e abusi contro l’arbitro Michael Oliver: la polizia indaga

Luca Quadraro
Dopo una decisione contestata il direttore di gara è stato insultato, coinvolgendo anche la sua famiglia. Il PGMOL e la Premier League condannano fermamente l’accaduto.

Il calcio è passione, emozione e spettacolo, ma a volte questo trasporto oltrepassa i limiti del lecito, trasformandosi in comportamenti inaccettabili. È ciò che è accaduto a Michael Oliver, considerato uno dei migliori arbitri della Premier League, dopo il controverso match tra Arsenal e Wolves di sabato.

Un rosso che accende la bufera

La vicenda ha avuto origine nel primo tempo della partita, quando Oliver ha espulso il difensore dell’Arsenal Myles Lewis-Skelly per un fallo su Matt Doherty. L’intervento, giudicato pericoloso e sopra la caviglia, è stato confermato dal Var, diretto da Darren England. Tuttavia, la decisione ha immediatamente diviso l’opinione pubblica e scatenato un’ondata di critiche.

Mikel Arteta, allenatore dell’Arsenal, non ha nascosto il suo disappunto, definendo il rosso "un errore evidente" ai microfoni di BBC Match of the Day. L’espulsione è stata successivamente seguita da un secondo cartellino rosso, questa volta indirizzato al centrocampista dei Wolves Joao Gomes, rendendo la partita ancora più tesa.

LIVERPOOL, INGHILTERRA - 10 NOVEMBRE: Pep Guardiola, manager del Manchester City, fissa l'arbitro Michael Oliver mentre entra in campo per il secondo tempo durante la partita di Premier League tra Liverpool FC e Manchester City ad Anfield il 10 novembre 2019 a Liverpool, Regno Unito. (Foto di Laurence Griffiths/Getty Images)

Abusi online e minacce di morte

La tensione in campo è però degenerata fuori dal terreno di gioco, dove l’arbitro è stato bersaglio di minacce e abusi sui social media. Secondo quanto riportato dal PGMOL, l’organizzazione che gestisce gli arbitri professionisti in Inghilterra, Oliver e la sua famiglia hanno ricevuto minacce di morte e persino minacce di rendere pubblici i loro dati personali.

"Siamo inorriditi dalle minacce e dagli abusi rivolti a Michael Oliver," ha dichiarato il PGMOL in un comunicato ufficiale. "Nessun ufficiale di gara dovrebbe essere vittima di attacchi, tantomeno di quelli rivolti alla sua famiglia nelle ultime 24 ore."

La Premier League ha espresso il proprio sostegno: "Condanniamo con forza le minacce e gli abusi diretti a Michael Oliver. Continueremo a supportare lui, il PGMOL e tutte le indagini in corso."

Una piaga ricorrente

Purtroppo, episodi come questo non sono nuovi nel mondo del calcio. Negli ultimi anni, gli arbitri sono stati spesso bersaglio di attacchi ingiustificati, sia in campo che online. La pressione mediatica, unita alla facilità di accesso ai social media, ha amplificato un fenomeno che rischia di allontanare molti talenti dal ruolo arbitrale.

Il PGMOL ha ribadito la sua volontà di combattere questi comportamenti: "Continueremo a sostenere tutte le indagini in corso per garantire che i responsabili vengano individuati e puniti."

Un appello alla responsabilità

Questo episodio rappresenta un ulteriore campanello d’allarme per l’intero sistema calcio. Se è vero che le decisioni arbitrali possono generare discussioni e dibattiti, è altrettanto vero che il rispetto per chi si occupa di far rispettare le regole deve essere sempre al primo posto.

Michael Oliver, al centro di questa bufera, ha dimostrato nel corso degli anni una professionalità indiscutibile e rimane una delle figure di spicco della Premier League. È fondamentale che il mondo del calcio, dai club ai tifosi, si unisca per dire basta a questi attacchi, preservando l’integrità e la sicurezza di chi rende possibile lo spettacolo.

Il calcio è passione, ma senza rispetto non può esserci vera bellezza