Süper Lig e Coppa di Turchia: José Mourinho è ancora in corsa su due fronti per confermarsi "The Special One" anche in questa parentesi turca.

Dopo l'esonero da Roma, non si può dire che José Mourinho non abbia scelto una piazza altrettanto calda e vogliosa di titoli per rilanciarsi. Difatti, la vittoria della Süper Lig manca sulla sponda gialloblù di Istanbul da oltre un decennio ormai, più precisamente dalla stagione 2013-14. Fuori dalla Turchia, invece, non sono mai riusciti a trionfare. Dal suo canto, il Fenerbahce ha voluto garantirsi un assoluto specialista in entrambi gli ambiti, il 6° in assoluto nella storia del calcio per numero di trofei vinti (26, di cui 21 nazionali e 5 europei).

José Mourinho

Il rendimento del Fenerbahce in questa stagione

La grande esperienza europea del tecnico portoghese, però, non ha portato i frutti sperati e il suo percorso in Europa League si è già concluso. Dopo aver perso l'andata dei quarti di finale in casa contro il Rangers per 1-3, i suoi uomini erano riusciti a pareggiare i conti, chiudendo dapprima i tempi regolamentari e poi quelli supplementari sul 2-0 a loro favore. Ai rigori, però, hanno prevalso gli scozzesi, infrangendo le speranze del Fenerbahce di portare a termine la rimonta. Mourinho non è dunque riuscito a superare il piazzamento europeo più alto del club nella sua storia, che rimane ancora oggi la semifinale di Europa League nel 2012-13, persa nel doppio confronto col Benfica.

Fenerbahce v Galatasaray - Turkish Super League
José Mourinho, allenatore del Fenerbahce (Photo by Ahmad Mora/Getty Images)

Nonostante ciò, la parentesi turca dell'allenatore portoghese non può ancora dirsi del tutto deludente. In Süper Lig, infatti, la lotta per il titolo si è improvvisamente riaperta. Il Galatasaray, primo in classifica a 71 punti, ha perso la sua prima partita di questo campionato nell'ultimo turno contro il Besiktas. La formazione di Mourinho si trova dunque a 65 punti, a -6 dalla vetta, ma con una gara in meno ancora da disputare. Sebbene gli scontri diretti siano a favore della capolista (3-1 all'andata e 0-0 al ritorno), il Fenerbahce può ancora sperare nel sorpasso. Di pari passo, il cammino verso l'altro trofeo nazionale passerà anch'esso dagli eterni rivali giallorossi, avversari nei quarti di finale di Coppa, che si disputeranno questo mercoledì 2 aprile 2025 alle ore 19,45 italiane: uno scontro secco che si preannuncia infuocato, sia dentro che fuori dal campo.

Mou vs Galatasaray: le ultime vicende

Quasi a certificare questa stagione in pieno stile "mourinhano", la causa più importante per l'allenatore in questa stagione sembra svolgersi in sala stampa. Lì, in più occasioni, il portoghese ha denunciato i controversi episodi arbitrali che, a detta sua, avrebbero favorito i Leoni di Istanbul. Da settembre ad oggi, l'ex Roma ed Inter ha alimentato la nascita e la crescita del caso mediatico, al punto da portare la TFF (la federazione turca) ad assegnare la direzione dell'ultimo confronto tra le due rivali ad un arbitro straniero, lo sloveno Slavko Vincic.

Mourinho
Jose Mourinho durante l'ultima sfida con il Galatasaray (Photo by Ahmad Mora/Getty Images)

Successivamente, il caos si è tutt'altro che placato. Piuttosto, il duro confronto si sta allontanando sempre di più dal rettangolo di gioco e, recentemente, è giunto persino in tribunale. Lo scorso 25 febbraio, il Galatasaray lo ha infatti denunciato per razzismo a causa di alcune dichiarazioni da lui rilasciate a seguito dello 0-0 in campionato. Il tecnico, oltretutto squalificato per 4 giornate in campionato come conseguenza della vicenda, ha prontamente risposto denunciando a sua volta la società rivale, intentando una causa per danni morali pari a circa 50 mila euro, "sponsorizzata" dal proprio club di appartenenza con tanto di comunicato ufficiale.

Mercoledì Fenerbahce-Galatasaray: un crocevia per lo Special One

Perciò, pare proprio che Mourinho abbia deciso di giocarsi quello che si preannuncia come il crocevia più importante della sua prima stagione sulla panchina del Fenerbahce in un clima di assoluta tensione. Dentro o fuori: l'ultimo atto di una guerra mediatica che, per 90 minuti (o forse di più), ritornerà momentaneamente su un campo da calcio. In caso di disfatta, all'allenatore non rimarrebbe che una sola possibilità, seppur più ardua, per confermarsi o quantomeno sentirsi ancora una volta lo "Special One".

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