L'attaccante di proprietà del Napoli, ha espresso tutte le emozioni racchiuse nei primi anni della sua vita

Victor Osimhen ha aperto il suo cuore in una toccante intervista al canale YouTube Daddy Freeze, raccontando con sincerità e dolore le difficili condizioni in cui è cresciuto nella sua Nigeria. Dalla discarica in cui cercava vestiti e cibo scaduto, fino al momento in cui suo padre lo vide giocare in TV per la prima volta: una storia di sacrifici, povertà estrema e riscatto, che rende ancora più straordinaria l’ascesa del campione ex Napoli.

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Osimhen, dal fango al cielo: “Cresciuto in una discarica, ora la mia famiglia ha un tetto. È tutto ciò che conta”

Cresciuto nei sobborghi di Lagos, vicino a una delle più grandi discariche dell’Africa, Victor Osimhen ha raccontato le radici della sua vita, lontane anni luce dai riflettori del calcio internazionale. “Io e i miei amici andavamo lì a comprare vestiti e cibo scaduto, come il latte. Ma non sapevamo nulla”, ha confessato. La sua infanzia è stata segnata dalla povertà, in una casa condivisa con sei fratelli e senza elettricità per il 99% del tempo. Ogni giorno era una battaglia per sopravvivere: lui vendeva acqua e pane per strada, uno dei suoi fratelli distribuiva giornali.

Galatasaray A.S. v Tottenham Hotspur - UEFA Europa League 2024/25 League Phase MD4
Victor Osimhen attaccante del Galatasaray, esulta dopo il gol nel match di Europa League contro il Tottenham Hotspur al Rams Park (Foto di Ahmad Mora/Getty Images)

La svolta arrivò con il calcio, ma anche quel momento fu segnato da un’immagine indelebile. “Mio padre mi vide giocare per la prima volta alla TV, ai Mondiali Under 17. Era a casa di vicini, l’unico posto con corrente elettrica. Quando mi vide, cadde in ginocchio e iniziò a piangere”. Oggi, Osimhen è un’icona del calcio africano e mondiale, ma conserva dentro di sé le cicatrici e i valori di quel passato: “La cosa più importante per me è svegliarmi la mattina sapendo che la mia famiglia ha un tetto sopra la testa. Questo è il mio trofeo più grande”.

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