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PSG-Bayern Monaco, what if: e se la finale del 2020 fosse andata in modo diverso?

Giorgio Abbratozzato
I possibili scenari se la partita di Champions League fosse andata diversamente, un preambolo sulle scelte societarie e sugli effettivi cambiamenti che si sarebbero verificati

Psg-Bayern Monaco è stata una sfida che negli anni recenti del calcio europeo ha regalato sfide emozionanti con un tasso tecnico elevatissimo. La finale del 2020 è stato sicuramente un momento spartiacque per le due squadre. Analizziamo i possibili scenari se, invece del colpo di testa di Coman, la giocata vincente fosse stata del PSG.

Kingsley Coman del FC Bayern Monaco festeggia il 31 agosto 2019 a Monaco di Baviera, Germania. (Foto di Alexander Hassenstein/Bongarts/Getty Images)

Psg e Bayern, due visioni differenti

Entrambe le squadre condividevano da anni lo stesso obiettivo: vincere la Champions League. Le modalità per raggiungerlo, però, erano diametralmente opposte. Il modus operandi dei tedeschi è da sempre vincente: lo dimostrano le decine di trofei conquistati nella loro storia. Il Bayern punta a costruire un blocco solido di calciatori tedeschi o provenienti dalla Bundesliga, e questa filosofia non è mai cambiata negli anni. Il loro gioco, basato sul possesso palla, trova la massima espressione nella creatività delle ali offensive e in un centravanti capace di sfruttare ogni occasione. Questo schema, con tutte le varianti del caso, è diventato uno stile di vita per i bavaresi, e difficilmente sarebbe cambiato anche in caso di sconfitta in quella finale.

Il discorso è completamente opposto per il PSG. I proprietari del club francese hanno iniziato il loro progetto nel 2011, investendo su giocatori di prestigio come Ibrahimović, Thiago Silva e Verratti. Dal 2012 al 2020, il numero di fuoriclasse approdati a Parigi è cresciuto in modo impressionante. Il piano sportivo era chiaro a tutta Europa: acquistare i migliori giocatori al mondo per conquistare la Champions League. Affrontare il PSG in quegli anni era qualcosa che molti club speravano di evitare, forse più per timore teorico che per reale superiorità in campo.

Zlatan Ibrahimović del PSG festeggia dopo aver segnato il secondo gol della sua squadra durante la gara di ritorno degli ottavi di finale di UEFA Champions League tra Chelsea e Paris Saint-Germain allo Stamford Bridge di Londra, Regno Unito. (Foto di Mike Hewitt/Getty Images)

PSG-Bayern un possibile stravolgimento in Europa

Se il Psg avesse vinto la finale di Champions Mbappè difficilmente avrebbe lasciato Parigi così presto. Uno dei motivi che lo ha spinto ad andarsene era sicuramente la possibilità di vincere il tanto desiderato trofeo. Il Real Madrid ha infatti vinto 2 Champions dopo la finale del 2020, nel 2022 e nel 2024. perciò la scelta di Mbappè arrivata dopo 4 anni dalla finale persa è stata vista come il modo più veloce per arrivare al successo dopo anni di fallimenti.

Secondo noi Mbappè sarebbe ancora al PSG se quella finale fosse andata diversamente. Nel 2021 Messi firma per il PSG, secondo noi nulla sarebbe cambiato. Il club francese non avrebbe avuto nessun motivo di cambiare la sua filosofia, soprattutto dopo aver vinto la tanto desiderata coppa. Il piano sarebbe rimasto lo stesso Messi sarebbe comunque arrivato a Parigi senza però ripetere il successo del 2020. La squadra con Messi Neymar e Mbappè non ha mai trovato una quadra in campo internazionale dove i ritmi erano altissimi e permettersi 3 calciatori così offensivi e così poco difensivi non era sostenibile.

Kylian Mbappé del Paris Saint-Germain appare deluso mentre i giocatori del PSG salutano i tifosi dopo la sconfitta contro il Borussia Dortmund nella gara di ritorno della semifinale di UEFA Champions League al Parc des Princes di Parigi, Francia. (Foto di Richard Heathcote/Getty Images)

Oggi il tridente offensivo del PSG sarebbe composto da Mbappé, Kvaratskhelia e Barcola. Il cambio generazionale avvenuto nel 2024, dopo la partenza di Mbappé, si sarebbe comunque verificato, ma in questo scenario il venticinquenne Mbappé sarebbe rimasto al centro del progetto, nonché leader della squadra. In definitiva, quella finale del 2020 ha segnato molto più di una semplice sconfitta: ha cambiato il destino del PSG e di Mbappé. Una sola partita avrebbe potuto riscrivere la storia del calcio europeo, spostando equilibri, carriere e forse anche trofei.