Il centrocampista dei Blancos ha racconto alcuni momenti chiave dal suo arrivo al Real Madrid, tornando a parlare del fallo su Morata nel 2020
Il racconto del centrocampista
Il calciatore uruguaiano ha un soprannome: "uccellino". Valverde ne ha spiegato quindi il motivo: "Correvo molto ed ero molto magro. Per questo motivo uno dei miei allenatori mi chiamava così. Se mi chiamano ancora così? Adesso, sono diventato più aggressivo e sono diventato "falco". Non poteva mancare il racconto del suo arrivo al Real Madrid: "Ho visto che i miei compagni di squadra arrivavano in allenamento con macchine molto belle, mentre io ne avevo una decente. Allora mi sono subito chiesto dove fossi arrivato". Inoltre, il classe '98 ha ammesso: "Ho visto i marchi di abbigliamento dei miei compagni, ma ho nascosto i miei perché non volevo fare vedere di non indossare abiti firmati".
Valverde parla di una delle sue caratteristiche migliori: il tiro e ha aggiunto: "Alcuni portieri si sono infortunati con i miei tiri, tra cui Luca Zidane e altri, soprattutto alla spalla. Da dove prendo la forza? In realtà ho la gambe molto magre, quindi non saprei". Poi torna a parlare della tripletta in Champions League contro al Manchester City: "Momenti indimenticabili della mia carriera. Non avevo mai pensato di poter fare tre gol al City". "Se ho ricordi di Zinedine Zidane? Mi aiutato molto a forgiare il mio carattere".
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