Nella settimana della sfida tra Siviglia e Valencia, facciamo un viaggio nelle culture delle due città. La passione andalusa contro la comunità valenciana: due modi diversi ma ugualmente coinvolti di vivere la domenica allo stadio.

Sabato 21 Marzo avrà luogo uno degli incontri più evocativi della Liga Spagnola, Siviglia contro Valencia. Le due squadre - tra le più blasonate del calcio spagnolo - si sfideranno al Ramón Sánchez Pizjuán in una delle partite più sentite dell'intero campionato. Quest'anno entrambi i club non se la passano benissimo: Valencia a 32 punti, Siviglia a 31, a pochi punti di distanza dalla zona retrocessione. Ma dietro questa partita c'è molto altro. Dalla Paella al Flamenco, da Las Fallas a la Semana Santa, entrambi i club hanno legami indissolubili con le città di appartenenza, legami che si riflettono fuori e dentro il campo da calcio.

Sevilla FC v Valencia CF - LaLiga EA Sports

Sevilla FC v Valencia CF - LaLiga EA Sports
SIVIGLIA, SPAGNA – 11 AGOSTO: Mouctar Diakhaby del Valencia segna il primo gol della sua squadra sotto la pressione di Loïc Badé del Siviglia durante la partita di LaLiga EA Sports tra Siviglia FC e Valencia CF, l’11 agosto 2023 a Siviglia, Spagna. (Foto di Fran Santiago/Getty Images)

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Siviglia, il calcio come rito: identità, passione e l'eco del Flamenco

Basta guardare come si colora il Ramón Sánchez Pizjuán per capire come si vive a Siviglia, e non solo il calcio. Per quanto i colori sociali dei rojiblancos siano appunto il rosso e il bianco, nello stadio c'è una predominanza assoluta del rosso. Il rosso, il colore della passione. E quando si pensa alla passione non si può che pensare al Flamenco, la danza tipica tradizionale andalusa che, nata proprio a Siviglia, è diventata Patrimonio Unesco.

Flamenco Dancers At Seville Fair
Ballerini di flamenco si esibiscono all’aperto durante la Settimana Santa alla Fiera di Siviglia, Siviglia, Spagna, ca. 1955. (Foto di Hulton Archive/Getty Images)

Gli andalusi sono appunto passionali, sentimentali, e questo si riflette non solo nel Flamenco, ma in tutti i rituali che hanno reso la città meta turistica per eccellenza. Famosa in tutto il mondo è diventata anche la Semana Santa: nella Settimana Santa appunto, 59 confraternite sfilano con i loro carri sacri nella notte tra il Giovedì e il Venerdì Santo. E lo fanno accompagnati da la Saeta, un canto, quasi un inno, che la gente fa risuonare dai balconi durante le sfilate. Dopo solo due settimane dalla Semana Santa c'è poi la Feria de Abril, nella quale tutta la gente si riunisce nella Real de la Feria, per celebrare la città tra Flamenco, canti e tapas.

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Tutto l'amore per la propria città si riversa ogni domenica allo stadio. I tifosi dei rojiblancos portano tutta la passione al Pizjuán, un vero e proprio tempio. Prima di ogni gara si canta l'Himno del Centenario - un pezzo scritto dall'artista locale El Arrebato - rigorosamente a cappella. Il momento è da brividi, di quelli che ti fa innamorare di una tifoseria e conseguentemente di una squadra. Lo stadio è un trionfo di bandiere rosse e bianche, accompagnate da migliaia di voci che all'unisono cantano l'amore per il proprio club. Molti calciatori che sono andati a Siviglia da avversari hanno raccontato di quanto impressionante sia assistere all'Himno dal vivo. Canti, tamburi, coreografie: tutto lo spirito artistico viene fuori per tutti i 90 minuti in cui i Rojiblancos sono in campo. "Te amo aunque ganes" - ti amo anche se vinci - è una delle frasi più celebri nelle strade intorno al Pizjuán, una frase che dice tutto: il Siviglia si ama, sempre.

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Da Siviglia a Valencia, il calcio come festa: comunità valenciana e spirito mediterraneo

Chi è andato in Spagna lo sa, la Paella la si può mangiare ovunque, ma "quella vera la mangi a Valencia". Si, perché sono proprio i valenciani a portare la firma di questo piatto unico, ricco, l'unione di ingredienti apparentemente così lontani tra di loro ma che si sposano alla perfezione in questa ricetta. Nasce tra il XV e il XVI secolo per essere un piatto povero, contadino, inconsapevole che sarebbe diventato il piatto spagnolo più famoso nel mondo. La Paella è un piatto da condividere, non nasce per essere mangiata da soli, come da condividere è l'amore per il Valencia.
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E questa collettività, questa condivisione, è l'atmosfera che si respira ogni domenica al Mestalla o anche fuori casa, quando Los Ches - così vengono chiamati i tifosi del Valencia - si spostano in massa per seguire Los Murcielagos. Nonostante anche Valencia, come Siviglia, sia una meta super turistica, il clima che si respira tanto per le vie della città quanto tra i seggiolini del Mestalla è condiviso, unito, quasi familiare. I tifosi del Valencia trasportano nel calcio il loro spirito mediterraneo, festaiolo e colorato. Stesso spirito che ritroviamo durante Las Fallas.

Durante questa festa che si celebra a Marzo - riconosciuta Patrimonio Immateriale dall'Unesco - le strade della città si colorano e si animano. Il culmine della festa arriva con l'esposizione di sculture di cartapesta dette ninots, che spesso impersonano politici o gente dello spettacolo, che poi vengono bruciate e la città diventa un tripudio di fuochi. E come hanno potuto festeggiare i tifosi del Valencia il centenario del proprio club? Fallas e Paella, ovviamente. Il 18 Marzo 2019 Los Blanquinegros hanno compiuto 100 anni, e nonostante quel giorno non ci fossero partite, fuori dal Mestalla a pranzo è comparsa prima una Falla creata dall'artista Manuel Algarra, e poi un gruppo di cuochi ha cucinato paella per 1100 persone.

Valencia CF v SD Huesca - La Liga Santander
VALENCIA, SPAGNA – 26 SETTEMBRE: Una statua di Vicente Navarro Aparicio è visibile tra gli spalti prima della partita di La Liga Santander tra Valencia CF e SD Huesca allo Stadio Mestalla, il 26 settembre 2020 a Valencia, Spagna. Gli stadi sportivi in Spagna rimangono soggetti a severe restrizioni a causa della pandemia di Coronavirus, poiché le leggi governative sul distanziamento sociale vietano la presenza di tifosi, costringendo le partite a disputarsi a porte chiuse. (Foto di David Ramos/Getty Images)

Una comunità di tifosi che vive come una persona sola, modo di vivere che è stato rappresentato da una statua, comparsa al Mestalla nel 2020. È la statua di Vicente Navarro, un "semplice" tifoso de Los Murcielagos. Vicente era il socio 18 del Valencia, abbonato da tutta la vita. All'età di 54 anni perse la vista, ma ciò non poté fermare l'amore che provava per il Valencia. Rinnovò l'abbonamento, e continuò ad andare allo stadio con suo figlio tutte le domeniche. Morì nel 2016, ad 88 anni, e il Valencia ha voluto omaggiarlo con una statua messa li, proprio sul seggiolino su cui sedeva Vicente ogni domenica. Una storia d'amore infinita, come quella che lega tutto il popolo valenciano alla squadra.

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