Il grave episodio durante la partita di ritorno degli ottavi di finale del torneo
Cos'è successo?
Nelle ultime settimane si sono susseguiti episodi di violenza in Sud America nel contesto di partite di calcio. Quello che è successo nella notte di giovedì 21 agosto tra Independiente e U de Chile, però, trova difficilmente spiegazioni e termini di confronto. La partita, valida per gli Ottavi di Finale della Copa Sudamericana, si è iniziata a scaldare sugli spalti già nel primo tempo. I tifosi ospiti, posizionati sopra quelli di casa, hanno cominciato a tirare oggetti agli avversari. L'intervento dello speaker dello stadio per invitare i supporter della U de Chile a cessare il lancio di oggetti ha sortito l'effetto opposto. Da quel momento è cominciata l'escalation.
Gli scontri tra Independiente e U de Chile
I primi feriti sono tra il pubblico di casa, colpiti da ogni tipo di oggetto, comprese pietre, bastoni e bombe carta. L'arbitro è costretto così a sospendere il gioco a inizio della ripresa. Il pubblico viene informato che la condizione per ricominciare è l'abbandono da parte dei tifosi ospiti dello stadio. E così succede a un certo punto, ma questo innesca gli episodi più gravi della serata. I tifosi di casa hanno aspettato che nel settore ospiti rimanessero poche decine di persone per dare inizio a una vera e propria repressione. Molti invadono la tribuna e colpiscono con brutalità i pochi rimasti. Alcuni vengono pugnalati, mentre una persona è addirittura scagliata nel vuoto oltre la recinzione.Solo a quel punto è intervenuta la Polizia che ha arrestato più di trecento persone tra i tifosi cileni. Nella confusione si è parlato solo di feriti, quindi nessuno dovrebbe aver perso la vita. Ai pochi tifosi ospiti rimasti nel settore sono stati anche strappati i vestiti e appesi sulle recinzioni attorno al campo da gioco come dei veri e propri trofei di guerra.
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