Wrexham, la carica di Parkinson: "La storia ce lo insegna, possiamo battere il Chelsea"
Alla vigilia del match contro il Chelsea il manager del Wrexham, Phil Parkinson, ha parlato della sfida contro i Blues. Per il tecnico la possibilità di battere il Chelsea e superare gli ottavi di finale è concreta: altre squadre in passato hanno battuto i giganti della Premier League e niente è impossibile.
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Il Wrexham sogna l'impresa
La squadra gallese di proprietà dei due attori hollywoodiani Ryan Reynolds e Rob McElhenney sta facendo sognare i suoi tifosi. Sabato la sfida contro il Chelsea, per andare avanti in FA Cup. Ovviamente l'ostacolo davanti è di quelli difficilmente sormontabili, ma in Galles una partita del genere fa tornare alla memoria dolci ricordi. Correva il 1992 quando i Red Dragons, che militavano in quarta divisione, riuscirono a battere l'Arsenal 2-1 rimontando con i gol nel finale di Mickey Thomas e Steve Watkin. In più i gallesi hanno già dimostrato in questa stagione di saper essere scomodi per le big, chiedere al Nottingham Forest, eliminato ai calci di rigore. Con i tifosi che sperano nella quarta promozione consecutiva, la sfida di sabato sarà anche un ottimo banco di prova per vedere se il Wrexham tra i grandi può starci.Clicca sull'immagine per guardare le partite live su SISAL
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Phil Parkinson: "L'ho già fatto altre volte"
Intervistato prima del match, il tecnico si è lasciato andare a memorie del suo passato per caricare i suoi. Proprio contro il Chelsea nel 2015, quando allenava il Bradford, fu capace di rimontare i Blues da 0-2 a 4-2. "Ci ho pensato questa settimana avvicinandomi alla partita - ricorda Parkinson - La preparazione, i principi con cui siamo scesi in campo. Eravamo sotto di due gol ma stavamo giocando bene. Non ci siamo fatti abbattere, abbiamo continuato a credere, abbiamo rispettato il piano di gioco e abbiamo accorciato prima dell'intervallo. Il secondo tempo è stato ovviamente indimenticabile".Poi il manager continua: "Lo abbiamo detto ai ragazzi: sabato tutto è possibile. Bisogna scendere in campo credendoci sempre, altrimenti tanto vale non presentarsi. Dobbiamo avere fiducia, ma anche capire la mentalità dell'underdog e cosa dobbiamo fare per rendere questa serata il più difficile possibile per il Chelsea". Degli underdog, appunto, ma non solo: "La cosa più importante sarà dare il massimo ma anche capire, individualmente e collettivamente, a che punto siamo rispetto a una squadra di questo livello".
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