DerbyDerbyDerby Calcio Italiano FIGC, il Ministro Abodi all'attacco di Gravina: "Manca coscienza individuale. Serve rinnovamento"
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FIGC, il Ministro Abodi all'attacco di Gravina: "Manca coscienza individuale. Serve rinnovamento"

Giorgio Trobbiani
Andrea Abodi, numero uno politico dello sport in Italia, ha parlato dei ruoli al vertice della FIGC

Andrea Abodi, Ministro dello Sport dell'attuale governo, ha parlato ai microfoni dei giornalisti e, successivamente, anche in una nota riportata dall'ANSA, del momento delicatissimo del calcio italiano dopo l'ennesima eliminazione nei playoff mondiali, stavolta contro la Bosnia ai calci di rigore.

Italia, Abodi non fa sconti a Gravina e invoca la coscienza individuale

ZENICA, BOSNIA-ERZEGOVINA - 31 MARZO: Gianluigi Donnarumma d'Italia reagisce dopo la partita di spareggio KO delle qualificazioni europee della Coppa del mondo FIFA 2026 tra Bosnia & Erzegovina e Italia allo Stadion Bilino Polje il 31 marzo 2026 a Zenica, Bosnia ed Erzegovina. (Foto di Getty Images/Getty Images)

Il Ministro dello Sport ha parlato così della FIGC, e in particolare dei suoi vertici capeggiati da Gabriele Gravina, in merito a quanto accaduto nella serata di ieri a Zenica: "Una sconfitta che è definitiva. Sarebbe bene fare qualche riflessione, i vertici devono assumersi le proprie responsabilità. Prima del ruolo sovrano del consiglio federale c'è il ruolo apicale della coscienza individuale e non mi sembra emergere minimamente". 

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Abodi ha poi aggiunto: "Ci vuole responsabilità e consapevolezza di quanto sia accaduto ieri perché non è la prima volta. Quando sento parlare di soluzioni finanziarie non si capisce che il capitale che manca non è quello economico ma progettuale". Il Ministro ha poi aggiunto: "Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC". Parole nette e durissime del numero uno dello sport in Italia che sottolinea il senso di responsabilità che i vertici della Federazione Italiana Giuoco Calcio dovrebbero, secondo lui, assumersi.