Gravina ai microfoni delle Iene: "La gente ha dimenticato il lavoro straordinario che è stato fatto"
Dopo l'intervista rilasciata al Corriere della Sera qualche giorno fa in cui l'ex presidente della FIGC attaccava l'intero sistema del calcio italiano con parole a dir poco appuntite, Gabriele Gravina è tornato a parlare ai microfoni de "Le Iene" in vista della puntata che andrà in onda questa sera su Italia 1. Gravina ribadisce le critiche al sistema calcistico italiano, evidenziando blocchi strutturali e la resistenza dei club di Serie A alle riforme, descrivendo il periodo post eliminazione con la Bosnia come una Via Crucis.
Le parole di Gabriele Gravina ai microfoni de Le Iene
Ha iniziato l'intervista dichiarando nuovamente l'amarezza di non essere riusciti a raggiungere l'obiettivo di qualificazione ai Mondiali, annunciando di non essere andato via al momento giusto: "Mi sento amareggiato per non aver dato ai nostri tifosi un risultato che meritavano e soprattutto per non aver scelto prima di andare via nel momento in cui mi sono reso conto che tutto quello che è stato fatto non poteva essere migliorato".Ha continuato poi difendendosi da chi lo definisce indegno, proteggendo il lavoro fatto sotto la sua gestione e ribadendo che un Europeo, nonostante tutto, è stato conquistato: "La gente forse ha dimenticato il lavoro straordinario che è stato fatto. Dopo 53 anni abbiamo vinto l'Europeo e l'Under 17 ha vinto per la prima volta nella storia gli Europei".
A chi lo critica per la terza eliminazione consecutiva ai Play-off validi per i Mondiali, il presidente dimissionario risponde così: "Purtroppo produciamo talenti ma che non vengono mai utilizzati, abbiamo il 70% di stranieri e solo il 30% di giocatori selezionabili. Si dovrebbe lavorare a livello culturale, attivando meccanismi di incentivi, altrimenti non c'è possibilità di intervento".
Per concludere ha commentato le sue frasi che definivano ogni atleta che non è calciatore, dilettante: "La distinzione era a livello di regolamento, di norme che dispongono l'obbligatorietà dei giovani selezionabili in campo, che per il professionismo non è assolutamente consentito. Ammiro il lavoro degli atleti di altre discipline, il loro sacrificio, i loro risultati, non volevo mortificare né offendere nessuno".
Clicca sull'immagine qui sotto per accedere al palinsesto live e scopri tutti gli eventi su Bet365.
Tutto il calcio in streaming (600 x 500 px) (3).jpg
Le ultime vicende pubbliche rappresentano un punto di rottura definitivo tra l'ex vertice federale e un sistema che, a suo dire, lo ha isolato e condannato. Le sue ultime apparizioni in televisione e le interviste rilasciate non sono solo per difesa personale, bensì sono un atto d'accusa che scuote le fondamenta della politica sportiva italiana.
© RIPRODUZIONE RISERVATA