Il nuovo Milan targato Tare & Allegri: può bastare per tornare grandi?
Il nuovo corso del Milan ha preso ufficialmente il via con due figure chiave: Massimiliano Allegri in panchina e Igli Tare come direttore sportivo. L’arrivo dei due ha dato nuova linfa al Milan, rivoluzionando la rosa attraverso il calciomercato e restituendo entusiasmo al popolo rossonero, che ora nutre grandi aspettative per la stagione che inizierà stasera in Coppa Italia contro il Bari.
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Milan, tra cessioni illustri e nuovi arrivi
La rivoluzione è stata profonda, tra partenze eccellenti e nuovi innesti mirati. In porta Terracciano è il nuovo innesto, lui e Torriani affiancheranno Maignan in caso di necessità. In difesa sono arrivati il giovane Athekame dallo Young Boys e Koni De Winter, acquistato per 20 milioni. La corsia mancina sarà affidata a Pervis Estupiñán, prelevato dal Brighton.
A centrocampo, invece, i volti nuovi sono Modrić, Jashari e Ricci. Loro tre dovranno dare maggiore equilibrio e solidità difensiva. In attacco resta viva la pista Rasmus Højlund dal Manchester United, che potrebbe arrivare nelle prossime ore.
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Sul fronte uscite, la lista è lunga: Theo Hernández è stato venduto per 25 milioni. Un'altra perdita importante in difesa è quella di Malick Thiaw venduto per 40 milioni. Anche Tijjani Reijnders è stato venduto, per 55 milioni al City, ed è già andato a segno nel suo debutto.
Ci sono state molte altre perdite in casa rossonera quest'estate: Kalulu è stato riscattato dalla Juventus. Morata è andato al Como per 10 milioni.
La lista delle cessioni, chi in prestito e chi a titolo definitivo, si conclude con Pellegrino, Emerson Royal, Terracciano, Bondo, Colombo, Sportiello, Camarda, Liberali, Comotto e Pobega.
Le cessioni sono state tante, ma anche gli innesti, soprattutto a centrocampo. I nuovi arrivati dovranno inserirsi rapidamente per garantire qualità e quantità al nuovo progetto tecnico di Allegri.
Lavagna tattica: le opzioni di Allegri
Massimiliano Allegri, fin dal suo arrivo al Milan, ha sperimentato diverse soluzioni tattiche durante la pre-season, provando tutti i giocatori a disposizione per capirne meglio le qualità e trovare il giusto equilibrio.
Nella maggior parte delle amichevoli i rossoneri si sono schierati in fase di non possesso con una difesa a cinque. Al centro della retroguardia Gabbia dovrebbe partire favorito come centrale, con Pavlović al centro sinistra e uno tra Tomori o il nuovo arrivato De Winter sul centro-destra, con quest’ultimo in grado di adattarsi anche da perno centrale. Sulle corsie laterali, a sinistra spazio a Estupiñán (con Bartesaghi come alternativa), mentre a destra si giocano il posto Alex Jiménez e il giovane Athekame.
Davanti alla difesa, il centrocampo titolare sembra già delineato con Jashari, Ricci e Modrić, mentre Fofana e Loftus-Cheek rappresentano valide opzioni anche per la titolarità in molte partite. In attacco, certezza assoluta sarà Rafael Leão, devastante in campo aperto, affiancato da Pulisic o da Santi Giménez. In fase di possesso, uno tra Ricci, Modrić o Fofana potrebbe abbassarsi per iniziare l’azione, lasciando a Jashari, Leão e Pulisic il compito di verticalizzare e sviluppare la manovra. Gli esterni, invece, avranno il compito di alzarsi molto per creare superiorità, cross e linee di passaggio.
Non si può non citare anche Alexis Saelemekers, che sarà pronto a giocarsi il posto sulla fascia destra.
Non mancano però soluzioni più offensive. Contro il Leeds, Allegri ha provato il 4-3-3. In non possesso la squadra può trasformarsi in un 4-4-2, con Pulisic pronto ad abbassarsi, oppure in un 5-3-2 più prudente. In fase di possesso queste opzioni aumentano la creatività. Giménez diventa il punto di riferimento: gli esterni si inseriscono, i centrocampisti dialogano e il gioco acquista profondità. In caso di perdita del pallone, la prima pressione ricade su Ricci, Jashari, Modrić e sui due terzini alti. Il ventaglio di possibilità è ampio e interessante. Il nuovo Milan di Tare e Allegri ha le carte in regola per crescere e sorprendere. Se potrà tornare davvero grande, lo dirà soltanto il campo. Ma il materiale su cui lavorare non manca.
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