In Italia l'umore non è dei migliori. E Fabio Capello si è unito al coro di voci stanche e stufe dell'ennesima delusione 'Mondiale'

Il gol di Kean aveva dato una speranza, spenta subito dal rosso di Bastoni. Sofferenza, ma l'Italia è abituata. Poi il brutto risveglio: colpo di testa di Tabakovic e match in equilibrio. Le gambe cedono, tremano: l'ultima speranza è riposta in Donnarumma. Nella lotteria dei rigori, il destino, il fato è beffardo: l'Italia sbaglia, la Bosnia segna. La nazionale di Gattuso non va ai Mondiali, per la terza volta consecutiva. Dura da digerire, difficile da prenderne atto. L'umore nel Bel paese non è dei migliori. In molti hanno voluto esprimere il proprio pensiero di rabbia e di sfogo, tra cui Fabio Capello. L'ex tecnico italiano ci è andato giù pesante in un'intervista esclusiva ai microfoni di Marca: "È una vergogna e una tragedia per l'Italia", ha detto l'ex allenatore di Juve e Roma

Capello Italia

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Fabio Capello: "Gravina è responsabile. L'Italia è un paese in lutto"

L’indignazione di Fabio Capello è stata profonda e senza filtri di fronte a una situazione che ha definito 'inaccettabile' per una Nazionale con la storia e il prestigio dell’Italia. L’ex tecnico ha ammesso: “Non sono riuscito a dormire tutta la notte, ancora non riesco a credere a quello che è successo”, esprimendo tutto il suo turbamento per l’ennesima delusione. Capello ha poi parlato apertamente di "tragedia sportiva" e "vergogna", ricordando come si tratti di una squadra quattro volte campione del mondo e definendo questo momento "una delle cose peggiori accadute al calcio italiano nella sua storia recente".

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Nel mirino anche i vertici istituzionali: “Nessuno si dimette, ed è la cosa più preoccupante”, ha dichiarato, chiedendo un’assunzione di responsabilità a partire dalla federazione. Secondo l'ex allenatore, infatti, il problema va oltre i risultati: “È strutturale, serve una ricostruzione dalle fondamenta e un serio lavoro sui giovani”. Nonostante tutto, ha lasciato spazio a una cauta speranza: “Sarà difficile riprendersi, ma questo può essere l’inizio di un vero rinnovamento: l’Italia deve reinventarsi”.

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