DerbyDerbyDerby Calcio Italiano Boateng dopo Jovetic e Ljajic: il peso del 10 che Pjaca e Lapadula conoscono bene...
Calcio Italiano

Boateng dopo Jovetic e Ljajic: il peso del 10 che Pjaca e Lapadula conoscono bene...

Enrico Vitolo
La maglia numero dieci: tanto affascinante, quando ingombrante. Dopo i tentativi (falliti) di Jovetic, Pjaca e Lapadula, ci prova Boateng a ribaltare la tradizione.

Con le loro giocate hanno fatto innamorare tutti, bastava che il pallone arrivasse tra i loro piedi per iniziare subito a sgranare gli occhi ed aspettarsi in pochi millesimi di secondi una finta o un assist geniale. Che solo chi aveva il numero 10 sulle spalle sapeva fare. Eppure, nonostante la storia parli chiaro, il calcio di oggi si è completamente trasformato rispetto al passato, e così per il fantasista non sembra esserci quasi più spazio. O almeno non più come prima. Del resto come ha detto Kevin-Prince Boateng, nuovo numero 10 della Fiorentina dell’era 2.0, in occasione della conferenza stampa di presentazione: “Sono venuto per fare grandi cose, non per scherzare”. Perché quando indossi quella maglia non si scherza. Per nessun motivo al mondo. Una maglia tanto affascinante, quanto ingombrante. Di quelle che possono trasformarti dal grande acquisto estivo al flop invernale.

E nelle ultime stagioni, spesso e volentieri, chi ha scelto di avere sulle spalle il 10 in serie A ha dovuto poi fare i conti con un bel po' di problemi. Tanti problemi in alcuni casi. Lo sa molto bene Stefan Jovetic che nel 2015-16 tentò di dimenticare gli anni bui di Manchester scegliendo l’Inter e proprio quella maglia che a tutti fa sognare al solo pensiero. Ma tant’è. La storia della mancata rinascita del montenegrino è ormai risaputa. Poco meglio andò al serbo Adam Ljajic nel 2016 quando raggiunse il suo maestro Mihajlovic al Torino con la speranza di dimenticare le delusioni del passato e ritornare nuovamente uno dei pezzi pregiati del campionato. Ma anche in questo caso nulla da fare: qualche gol, qualche giocata da vero fantasista, ma specialmente tanti passaggi a vuoto che l’hanno poi portato nel 2018 ad accettare l’offerta del Besiktas.

Un destino crudele che ha accomunato anche Marco Pjaca nella sua avventura con la Fiorentina, acclamato in estate e neppure salutato al termine della scorsa stagione dopo appena 744’ minuti disputati durante l’anno (1 gol, 1 assist e diversi infortuni). Ha detto addio, ma dalle parti di Genova sponda rossoblù dove ora potrebbe toccare a Saponara, anche Gianluca Lapadula dopo due campionati in cui le sole 36 presenze (condite da 7 gol) non sono certamente bastate per poter dire di aver fatto sgranare gli occhi ai suoi tifosi. Alti e bassi anche per Hakan Calhanoglu che, come quasi tutti i suoi colleghi di maglia, ha giocato in tutti i ruoli tranne che in quello di trequartista, eppure ancora oggi in molti credono nell’esplosione del turco. La stessa che dall’altra parte del naviglio attendono anche i tifosi neroazzurri da parte di Lautaro Martinez che, a differenza del cugino rossonero, alla sua prima stagione sembra aver avuto qualche problema in meno nell’indossare il numero 10. Una maglia che a qualcuno, però, è calzata quasi alla perfezione sin dal primo giorno. Ambito da mezza Europa, Rodrigo De Paul sembra comunque pronto a indossare per un’altra stagione la stessa maglia e soprattutto lo stesso numero.