In Palermo-Südtirol i calciatori lasciano spazio ai piatti tipici: arancine, caponata e pasta alla Norma per i rosanero contro speck, canederli e strudel altoatesini. Una partita immaginaria tra sole siciliano e disciplina alpina

Palermo, 21 febbraio, ore 15.00. Il calendario dice ancora inverno, ma il clima è mite, complice l'anticiclone che ha riportato il sereno. Al Barbera, gli ultimi ritardatari prendono posto sulle gradinate, nell'aria si sente qualche coro e il salmastro del mare, poco distante. L'ospite dei rosanero è il Südtirol, la squadra ordinata e silenziosa, venuta dall'altro capo del Paese con il passo spedito di chi è abituato alle salite.

Palermo Sudtirol

Se il rettangolo verde fosse una tavola, Palermo-Südtirol sarebbe una partita tutta contrasti: la cucina barocca e solare della Sicilia, contro quella alpina e concreta dell'Alto Adige. Spezie contro burro fuso, agrumi contro speck, estro contro disciplina. Che vinca il migliore!

Primo tempo: il Palermo schiera fantasia e tradizione popolare

Palermo Juve Stabia
La coreografia del Palermo allo Stadio Renzo Barbera. (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

I padroni di casa scendono in campo con un 4-3-3 tutto creatività e improvvisazione, proprio come lo street food che nasce a metà strada tra il mercato e il porto.

Difende la porta il pane e panelle, semplice e diretto, perché nel calcio oltre al bel gioco conta il risultato, e lui lo sa difendere eccome. La difesa è tutta sostanza: al centro c'è lo sfincione, il nonno della pizza siciliana, alto, soffice e strutturato; ad affiancarlo ci sono le stigghiole, a base di budella di agnello, rustiche e imprevedibili. Sulle fasce corrono le arancine (non ce ne vogliano gli amici di Catania!), tonde, dorate e capaci di colpire duro.

Il centrocampo è affidato alla pasta con le sarde, tecnica, voluttuosa e profumata di mare. Al suo fianco, due mezzali di talento: la caponata, dolce, agrodolce e una gioia per gli occhi, e gli involtini di melanzane, tecnici e fantasiosi.

Ma è in attacco che il Palermo fa i fuochi d'artificio: l'ala destra è la cassata, il dolce più barocco che ci sia, ala sinistra il cannolo, croccante fuori e tenero dentro. Punta centrale: la pasta alla Norma, con la fascia del capitano.

Secondo tempo: il Südtirol risponde con disciplina e profumo di montagna

Südtirol, sulla seconda maglia le tegole del Duomo di Bolzano
Südtirol, sulla seconda maglia le tegole del Duomo di Bolzano (Foto tratta da pagina Facebook "FC Südtirol")

Ma anche gli ospiti sanno il fatto loro, e schierano un 3-5-2 solido, costruito sull'impegno collettivo e sul meglio degli alpeggi.

Tra i pali c'è lo speck dell'Alto Adige, essenziale, stagionato, sempre al posto giusto nel momento giusto come i migliori leader. La difesa è un muro alpino: canederli allo speck e alle erbe al centro, tondi e saldi, affiancati dall'intensità del gulasch tirolese e dalla precisione dei schlutzkrapfen.

A centrocampo si lavora di tecnica, con la concretezza delle patate arrosto con rosmarino, il profumo di bosco della polenta e funghi al centro, e il sapore fresco dei crauti a coprire ogni spazio.

La coppia di attacco altoatesina è la prova che spesso gli opposti non solo si attraggono, ma anche si completano: a destra würstel con senape, diretto e fisico, a sinistra strudel di mele guarnito con panna montata, delicato solo in apparenza. Del resto, il Südtirol è una squadra che punta sulla precisione geometrica, più che sull'effetto wow.

Palermo-Südtirol: sole contro montagna

A volte, però, sono i cambi a decidere veramente la partita: per il Palermo c'è la freschezza luminosa e teatrale della granita con la brioche col tuppo. I tirolesi rispondono con krapfen e grappa alle erbe (al plurale, nel senso che ci sono proprio tutte quelle che vuoi), quella che non è riduttivo definire "la merenda dei campioni".

È uno scontro tra Mediterraneo e Dolomiti, tra il colore dei frutteti e le venature del legno, tra barche e prati fioriti. Una partita dove, almeno a tavola, un pareggio accontenta davvero tutti.

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