Pierluigi Orlandini, ex calciatore dell'Atalanta, difende Raffaele Palladino dopo il 6-1 col Bayern, analizza la sfida contro l'Inter e lancia un allarme sul calcio giovanile italiano: manca meritocrazia e voglia di sacrificio

Esclusiva Orlandini

Bergamasco di Zingonia, cresciuto con il sangue nerazzurro dell'Atalanta, Pierluigi Orlandini porta con sé una storia che intreccia radici profonde e momenti indimenticabili. Esordio in Serie A con la Dea, dieci anni in grandi squadre e il golden gol che nel 1994 regalò all'Italia il titolo europeo Under 21 - il primo della storia della competizione.

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Oggi Orlandini lavora come responsabile tecnico dell'agonistica al Villa Valle, in Serie D, trasmettendo ai giovani non solo la tecnica, ma soprattutto i valori di un calcio che rischia di andare perduto. In una intervista esclusiva, lo abbiamo incontrato alla vigilia di Atalanta-Inter per parlare di derby nerazzurro, del dislivello tra il calcio italiano e quello straniero, e di cosa manca davvero ai giovani talenti di oggi per sfondare.

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