Foggia ritiene chiusa la lotta scudetto a favore dell’Inter, candida la Lazio al 4' posto, esprime il suo disappunto sull’esonero di Inzaghi in casa Salernitana e analizza le motivazioni alla base dell'incerta stagione del Napoli.

Dopo la sconfitta della Juventus contro l’Udinese, il discorso scudetto si è definitivamente chiuso a favore dell’Inter?“A questo punto dico di sì, ci sono troppi punti di distacco (potenzialmente 10, considerando che i nerazzurri hanno una partita in meno, ndr). Già era difficile prima per la Juve, ora diventa quasi impossibile rimontare”.

Benevento Calcio v Genoa CFC - Serie A

La squadra di Sarri può lottare per il 4’ posto? “Assolutamente sì. Le prime 3 sono inavvicinabili e stanno facendo un campionato a sé, ma per l’ultimo piazzamento che vale la Champions League possiede i valori tecnici per battersi”.

La Salernitana è stata l’ultima squadra della sua carriera da calciatore. Dopo l’esonero di Sousa, ecco quello di Filippo Inzaghi. Secondo lei, il neo allenatore Liverani può ancora giocarsela per salvarsi? I campani occupano l’ultimo posto in classifica, ci sono 14 partite tuttora da disputare ed i punti di distanza dalla zona salvezza sono 6-7. “I punti cominciano essere tanti, troppi.(...) Quindi, pur essendo convinto - ha continuato l'ex ds del Benevento ai microfoni di SuperNews -  che la Salernitana lotterà con orgoglio, sarà difficilissimo salvarsi. Vorrei poi esternare tutto il mio dispiacere per l’esonero di Pippo (Inzaghi, ndr), che è stato del tutto immeritato”.

Kim era così fondamentale, oppure cosa è cambiato dalla rosa del Napoli dei record a quella incerta di questa stagione, a prescindere dai tecnici scelti da De Laurentiis? “La perdita di Kim è un fattore tecnico, ma non il solo. La squadra ha cambiato allenatore, direttore sportivo e strategia. Si sono modificate, quindi, troppe cose in così troppo poco tempo. Non puoi non risentirne se vai a toccare tutti i punti fondamentali di una compagine. Il Napoli, poi, non è una squadra “allenata” a vincere uno scudetto ogni 2 anni, come per esempio Juventus, Inter e Milan, che possono, quindi, molto più facilmente resettare dopo una vittoria, perché ci sono abituati”.

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