Un agghiacciante risveglio per la città di Pescara. Minacce di morte verso il presidente Sebastiani, dopo le scritte e i graffiti, ecco i manichini impiccati

Paura e delirio a Pescara. I problemi di salute di Zdenek Zeman, l’uscita di scena dalla coppa Italia per mano del Catania, un sesto posto a -3 dal Gubbio e a 8 punti di distanza dalla terza posizione, che permetterebbe agli abruzzesi di giocare direttamente i playoff promozione.

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Protesta macabra

Se a ciò sommiamo il rammarico della scorsa stagione, dove il sogno serie B si è infranto nell’infausta lotteria dei rigori contro il Foggia, possiamo dire che l’ambiente attorno al delfino d’Abruzzo è tutto, e ripeto tutto, tranne che sereno. E le colpe vengono scaricate anche verso la dirigenza, in particolare verso il presidente Daniele Sebastiani, alla guida del Pescara dal 2011. Oggi Pescara si è svegliata con un raccapricciante simbolo di protesta, appeso fuori l’ingresso della curva nord dello stadio Adriatico. Due manichini appesi, simboleggianti due uomini impiccati, con sopra i nomi del presidente Daniele Sebastiani e del direttore sportivo Daniele Delli Carri. Le immagini shock riportate da Sportitalia hanno subito fatto il giro del web fino ad arrivare proprio ai diretti interessati. 

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La Digos ha già aperto un’inchiesta per scoprire i responsabili. Intanto le Lega pro con un comunicato ha manifestato vicinanza al prescindere del club abruzzese e al direttore sportivo.

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