Il campo dà nuovamente ragione a Conte che, anche in grande emergenza e con le seconde linee, continua a vincere portando entusiasmo nella settimana che avvicina alla sfida contro la Juventus.

Una notte che sembrava infinita, con la lotteria dei calci di rigore che ha fatto compagnia ai 50.000 dello stadio Maradona. Ce ne sono voluti ben 20 per decretare il vincitore di Napoli-Cagliari valida per gli ottavi di Coppa Italia: gli undici metri hanno sorriso ai partenopei, con il penalty decisivo siglato da Alessandro Buongiorno. I difensori sono stati i grandi protagonisti del match così come le scelte dei due allenatori, in una giornata perfetta per raccogliere nuove consapevolezze e, perché no, anche sperimentare. Se, infondo il fine giustifica i mezzi, il campo dà nuovamente ragione ad Antonio Conte che, anche in grande emergenza e con le seconde linee, continua a vincere portando entusiasmo nella settimana che avvicina alla madre di tutte le partite per i tifosi azzurri, Napoli-Juventus.

SSC Napoli v Cagliari Calcio - Coppa Italia
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Le scelte di Conte e gli esperimenti del Napoli in Coppa Italia

Di necessità virtù: è questo il motto di Antonio Conte che in questo periodo, oltre che amma faticà, again, cchiù assaje e un più nostalgico come back in the past, ha sentito la fortissima esigenza di attivare la modalità sopravvivenza. Gli infortuni di Meret, Lukaku e De Bruyne non erano abbastanza, per il destino che mette ancora lo sgambetto agli azzurri e ferma per lungo tempo anche Gilmour e Anguissa.

Una vera e propria emergenza a centrocampo che ha costretto il tecnico azzurro a sperimentare, il che non è mai un elemento negativo. Chiamati a superare i propri limiti infatti, il Napoli si è scoperto non solo ancora resiliente ma anche più a proprio agio in un vestito più fantasioso e libero di esprimersi. Il cambio modulo con le fasce sganciate hanno regalato più brio anche all'attacco che, a poco a poco, sta aumentando i giri e i protagonisti in gol. Per la gara di Coppa lo sforzo però, è stato doppio: chiamare in causa coloro che hanno giocato di meno e coloro che non erano titolari da un po', facendo sentire tutti parte integrante del progetto. Detto fatto. 

SSC Napoli v Cagliari Calcio - Coppa Italia
NAPOLI, ITALIA - 3 DICEMBRE: Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, e Antonio Conte, allenatore del SSC Napoli, posano per una foto prima della partita degli ottavi di finale di Coppa Italia tra SSC Napoli e Cagliari Calcio allo Stadio Diego Armando Maradona il 3 dicembre 2025 a Napoli, Italia. (Foto di Francesco Pecoraro/Getty Images)

Reparto arretrato di carattere anche nei calci di rigore

A brillare come sempre il reparto arretrato con Olivera e Spinazzola ritrovati, in grandissimo spolvero, più stanchi soltanto nella ripresa, avendo investito tantissime energie fisiche e mentali. Non considerando come grave l'errore sulla rete subita, figlia anche di una sfortunosa azione, è proprio la difesa a fare la differenza anche nei calci di rigore, sapendo di non poter sbagliare al cospetto di un Cagliari alquanto perfetto dagli 11 metri: Spinazzola, Juan Jesus, un incredibile Milinkovic-Savic in veste di goleador e Buongiorno nel penalty decisivo hanno fatto la differenza, dispensando non solo tecnica ma anche nervi saldi e tantissimo carattere, nel momento topico del match. Altra nota di merito per l'estremo difensore azzurro che non solo ha parato il tiro di Luvumbo Zito ma ha anche eluso Caprile con una traiettoria da crack.

SSC Napoli v Cagliari Calcio - Coppa Italia
NAPOLI, ITALIA - 3 DICEMBRE: Vanja Milinkovic-Savic della SSC Napoli calcia durante la serie di rigori nel match degli ottavi di finale di Coppa Italia tra SSC Napoli e Cagliari Calcio allo Stadio Diego Armando Maradona il 3 dicembre 2025 a Napoli, Italia. (Foto di Francesco Pecoraro/Getty Images)

Lucca si sblocca, esordio per Vergara e Ambrosino

Tra le note più positive della serate c'è il ritorno al gol di Lucca, che aveva bisogno non solo di fiducia scendendo in campo dal 1' ma anche del feeling ritrovato con la rete, in attesa del ritorno in campo del lungodegente Lukaku. A brillare nel pomeriggio inoltrato del Maradona è sicuramente il diamante grezzo di Antonio Vergara, autore di un'ottima prova di quantità, qualità e carattere così come quello di Giuseppe Ambrosino, particolarmente emozionanti per l'esordio dal primo minuto. Sicuramente la qualità della panchina attuale partenopea non è come quella della rosa al completo ma resta il diktat di necessità virtù e questo Napoli camaleontico a Conte piace tantissimo. E anche ai tifosi, carichissimi per il big match del Maradona domenica contro la Juventus, che non poteva arrivare in un momento migliore.

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