I bianconeri sfiorano l'impresa: sotto di un uomo e sopra di tre reti, i supplementari sono una sentenza

La Juventus sfiora l’impresa contro il Galatasaray, ma si arrende dopo i supplementari in una serata che resta sospesa tra orgoglio e rimpianto. Serviva ribaltare il 5-2 dell’andata e per novanta minuti la squadra bianconera aveva scritto una storia perfetta.

Juventus v Galatasaray A.S. - UEFA Champions League 2025/26 League Knockout Play-off Second Leg

Nei tempi regolamentari finisce 3-0: Locatelli sblocca al 37’ su calcio di rigore, Gatti firma il raddoppio al 70’ e McKennie all’82’ completa una rimonta che sembrava impossibile solo pochi giorni fa. Allianz Stadium in ebollizione, inerzia totalmente dalla parte della Juve.

Poi l’episodio che cambia tutto: al 49’ arriva l’espulsione di Kelly, e i bianconeri sono costretti a giocare tutto il secondo tempo e i supplementari in inferiorità numerica. Uno sforzo fisico e mentale enorme, pagato nei trenta minuti extra. Al 106' Osimhen riapre il discorso qualificazione, al 119’ Yilmaz mette il sigillo definitivo. Rimonta clamorosa soltanto sfiorata.

Juventus v Galatasaray A.S. - UEFA Champions League 2025/26 League Knockout Play-off Second Leg
Gatti, Juventus (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

xG e grandi occasioni

Il dato dei goal attesi (xG) fotografa la superiorità juventina nei 120 minuti: 5.06 contro 2.01. Una differenza ampia, che racconta di occasioni più nitide e numerose create dai bianconeri.

Anche le grandi occasioni confermano il dominio: 8 per la Juventus contro 2 del Galatasaray. Numeri che spiegano quanto la squadra di Allegri abbia spinto sull’acceleratore per raddrizzare il doppio confronto.

Juventus v Galatasaray A.S. - UEFA Champions League 2025/26 League Knockout Play-off Second Leg
Esultanza Juventus (Photo by Stefano Guidi/Getty Images)

Tiri totali e parate

La Juventus chiude con 28 tiri totali contro 16. Ancora più significativo il dato dei tiri in porta: 9 per i bianconeri, 8 per il Galatasaray. Entrambi i portieri sono stati decisivi con 6 parate a testa, a testimonianza di una gara intensa, aperta e ricca di interventi determinanti. Il grande rammarico della Juventus sta proprio in questo aspetto: in parità numerica si poteva fare anche di più, ma giocando in 10 per forza di cose era inevitabile concedere qualcosa in più ai turchi.

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Juventus, Spalletti (Photo by Stefano Guidi/Getty Images)

Possesso palla, passaggi e contrasti

Il possesso palla vede il Galatasaray leggermente avanti con il 53% contro il 47% della Juventus. Anche nei passaggi i turchi prevalgono (576 contro 498), segno di una gestione più prolungata del pallone.

Nei contrasti, invece, il Galatasaray chiude avanti (29 contro 19), approfittando anche della superiorità numerica per lunghi tratti della gara. La Juve ha compensato con intensità e verticalità, cercando più la profondità che il palleggio.

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Calci d’angolo e calci di punizione

Nei calci d’angolo la Juventus domina con 9 contro 4, segnale di una pressione costante nella metà campo avversaria. I calci di punizione premiano invece il Galatasaray (17 contro 13), in una partita nervosa e combattuta, come dimostrano anche i cartellini gialli: 3 per la Juve e 4 per i turchi.

La Juventus ha prodotto di più, ha creato di più, ha sfiorato l’impresa con una prestazione di carattere e qualità. Ma giocare in dieci per oltre settanta minuti, tra tempi regolamentari e supplementari, è una tassa energetica che prima o poi presenta il conto. Inoltre, il grande rimpianto sta soprattutto nella gara d'andata, gestita male e terminata peggio. Il 5-2 maturato in Turchia ha reso quasi impossibile la rimonta nella gara di ritorno e per come è terminato il doppio scontro non si può far altro che leccarsi le ferite. Perché con i se e con i ma, purtroppo, la Juventus in questo momento delicato della stagione i fa ben poco.

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