Inaugurata a Times Square la statua per il 40esimo compleanno di Cristiano Ronaldo : l'opera ideata da Sergio Furnari
Qualche giorno fa è stata svelata a Times Square, con un vero e proprio party di inaugurazione, la statua dedicata a Cristiano Ronaldo per il suo 40esimo compleanno, davanti a milioni di suoi fans che si sono radunati nella Grande Mela.
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Ideata da Sergio Furnari, realizzata in bronzo e alta più di 3 metri, il tributo a CR7, che ha richiesto un dispendio notevole di tempo e soprattutto di denaro, è arrivato nel cuore di New York a bordo di una Jeep. Ronaldo, vincitore di cinque Palloni d’Oro e cinque volte campione di Champions League, ha segnato ben 924 gol in carriera fino ad oggi ed è uno dei calciatori più in voga e forti del mondo.
“La creatività è un'arte e un sacrificio"
Il messaggio di vicinanza e solidarietà
In un mondo sportivo in cui la credibilità dei premi e la stima nei confronti dei giocatori stanno progressivamente vacillando, Furnari ha voluto riabilitare e rinnovare l'immagine di un calciatore che si è sempre distinto per il suo impegno, dentro e fuori dal campo, partecipando anche a numerosi eventi e manifestazioni, sia pubblicitari che a scopo benefico. La statua non ha ancora una collocazione fissa, ma lo scopo è quello di portarla in tour, iniziando dagli ospedali, per dare coraggio e ispirazione ai bambini malati. Un messaggio di vicinanza e solidarietà laddove i sentimenti positivi possono mancare, per accostare ancora una volta la passione per lo sport alla salute.Caricamento post Instagram...
È risaputo che i calciatori sono tra gli idoli più amati dai bambini: regalano sogni e speranza a chi ne ha bisogno, vengono considerati esempi da seguire e imitati al pari dei supereroi, incarnando costanza, impegno e successo. Non tutta la megalomania viene per nuocere, e l’insegnamento che possiamo trarre da questa iniziativa è che non bisogna fermarsi alle apparenze o alle impressioni materiali. La beneficenza non si fa solo con le donazioni, ma anche trasmettendo emozioni. Insomma, non resta che vedere se l’evoluzione dei murales porterà davvero a dedicare statue agli sportivi, come ai grandi condottieri e ai simboli religiosi, o se questo rimarrà un caso isolato.
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