di Emanuele Landi –
Quindi Ancelotti torna a casa. Parafrasando una recente canzone dei Maneskin, si può dire che Re Carlo torna a Londra con una squadra italiana. La capitale del Regno Unito è stata casa sua per due stagioni (2009-2011) alla guida del Chelsea ma anche sede della sua ultima trasferta in UCL con il Milan. La sfida degli ottavi di finale contro l’Arsenal del 20/02/2008 rappresenta il culmine della splendida carriera europea alla guida del Milan. I rossoneri, infatti, verranno eliminati nella gara di ritorno a San Siro e l’anno seguente giocheranno in Coppa Uefa prima di congedarsi con Ancelotti. Le strade del re di coppe, ora alla guida del Napoli, e dell’Arsenal torneranno ad incrociarsi in Europa 11 anni dopo.
Arsenal-Napoli o meglio Gunners vs Ancelotti questa volta vale un quarto di finale di Europa League. Sarà anche l’Europa minore o la sorellina della Champions ma un match del genere arrivati a questo punto della competizione sa di finale anticipata. I partenopei, in caso di passaggio del turno, potrebbero incontrare in un eventuale finale il Chelsea, l’altra big rimasta in corsa. L’affascinante prospettiva di una sfida con Sarri stuzzica i tifosi napoletani ma per adesso il derby è tra Ancelotti e l’Arsenal. Una sfida crocevia per la stagione degli azzurri con un solo obiettivo rimasto: vincere l’Europa League. Re Carlo ha da sempre una predilezione per le coppe e proprio per questo vuole un Napoli diverso dalle ultime versioni sbiadite di campionato.
Ancelotti ricorda bene quel 20 febbraio 2008 quando finì 0-0 tra il suo Milan e l’Arsenal di Wenger. Una gara abbastanza bloccata, perfetta dal punto di vista tattico ma col brivido finale. La traversa griffata Adebayor evitò il ko all’Emirates ai rossoneri, puniti al ritorno da Fabregas e proprio dall’ex bomber togolese. Fare risultato in Inghilterra non è impresa facile come dimostra la storia. Servirà, quindi, ben altra intensità di quella vista con Empoli e Genoa come sottolineato proprio da Ancelotti.
Ecco le parole del tecnico emiliano a Sky Sport al termine della gara contro il Grifone: “Non credo che la squadra stesse pensando all’Arsenal - ha spiegato l’allenatore azzurro - Abbiamo parlato solo di queste due partite, non dell'Arsenal. Sono state inaspettate da parte mia le difficoltà trovate stasera, a differenza di Empoli. Io mi soffermerei sull'aspetto tecnico, non psicologico. In questo momento ci difendiamo male e se non difendi bene non puoi avere il controllo della partita. È un campanello d’allarme: se giochiamo così a Londra diventa difficile. Ma manca ancora qualche giorno, le cose si possono aggiustare, anche perché giocare così è anormale per noi. Per fare una buona partita d'attacco con l'Arsenal bisogna cominciare dalla difesa”.
Ancelotti sarà di nuovo all’Emirates il teatro dell’ultima recita esterna del suo grande Milan 11 anni fa. Ora per scrivere una nuova pagina di storia della sua immensa carriera e per continuare il percorso europeo col Napoli. Gli azzurri mancano al successo in Europa dalla Coppa Uefa del 1989 e per sperare di arrivare a Baku devono superare l’ostacolo Arsenal. I Gunners di Unai Emery sono una squadra totalmente diversa da quella del 2008 ma giocano come allora un gran calcio. Ancelotti torna a Londra con una squadra italiana 11 anni dopo e di certo non ha dimenticato. La sua mission? Ricordare il passato e tentare di scrivere un luminoso presente.
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