di Angelica Cardoni -

Il nome di Antonio Conte è sulla bocca di tutti. Mai come in questo momento. Il fatto che l'ex allenatore del Chelsea, e della Nazionale italiana, sia senza una squadra stuzzica l'appetito delle big che stanno già programmando il futuro. Il valzer delle panchine è appena iniziato e promette battaglia. Almeno tra le principali città del calcio italiano come Torino, Milano e Roma.

Conte

Antonio Conte alla Juventus comporterebbe un tuffo nel passato. Il pugliese ha allenato i bianconeri dal 2011 al 2014, prima della panchina azzurra. L'idea non è da escludere del tutto, ma molto dipenderà dalle intenzioni di Massimiliano Allegri alla fine della stagione. Anche se Fabio Paratici ha scritto già da tempo il nome di Conte nella lista dei desideri. Nonostante gli altri club alla finestra.

Uno tra tutti? L'Inter, in pole position per il derby d'Italia della panchina. Beppe Marotta potrebbe pensare (anzi, probabilmente lo ha già fatto) a Conte come l'erede di Luciano Spalletti. Il feeling tra i due è appurato. E lui, probabilmente, sarebbe in grado di trasmettere ai nerazzurri quella grinta che manca dai tempi di Mou. Anche se una parte dei tifosi non gli perdona il suo passato bianconero.

Più difficile l'arrivo a Milanello e il potenziale derby milanese per l'allenatore. Il motivo è molto semplice e riguarda gli aspetti economici, dopo il Fair Play Finanziario. Ma attenzione anche alla Roma. Il pugliese è in grado di trascinare una squadra e potrebbe riportare nella Capitale, lato giallorosso, l'entusiasmo che ultimamente scarseggia. E magari, l'idea di inseguire lo scudetto, provando a interrompere la supremazia della Juventus.

Chi pensa a Conte pensa anche a questo. L'esperienza c'è, la voglia di vincere pure. E lui sarebbe un profilo ideale per aiutare una squadra italiana a imporsi in Serie A e a contrastare il dominio bianconero. Conte è molto corteggiato, ma tanto, forse tutto, dipenderà da lui.

Una “leggenda” narra che a novembre rifiutò un'offerta del Real Madrid, di circa 12 milioni a stagione. Il motivo? Un progetto poco adatto alle sue caratteristiche. Lui è un trascinatore. Uno di quelli che vuole dominare, senza mezzi toni, discorsi velati e parole nascoste. Ed è per questo che forse una piazza calda - di sogni, ambizioni e obiettivi - per lui, sarebbe l'ideale.

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