di Giuseppe Livraghi -

Ecco l'Esteghlal Teheran; alla scoperta del sodalizio persiano allenato da Andrea Stramaccioni.

Dal derby di Milano a quello di Teheran. Questo è, in sintesi, il lungo percorso intrapreso dall'ex interista Andrea Stramaccioni, da pochi giorni allenatore dell'Esteghlal di Teheran. Colui che nella stagione 2011-'12 fu il più giovane allenatore della Seria A è stato, infatti, ingaggiato (con un contratto biennale) dalla compagine iraniana (o persiana, per gli amanti della tradizione), militante nel massimo campionato ma a digiuno di “scudetti” dall'annata 2012-'13. Poco nota ai più, l'Esteghlan Teheran è una delle “grandi” del calcio persiano, con all'attivo otto titoli nazionali (Persian Gulf Pro League), sette Coppe dell'Iran (Coppa Hafzi) e due Champions League asiatiche: la rivalità più sentita è quella coi concittadini (a proposito di derby...) del Persepolis. Di colori sociali bianco-blu, l'Esteghlal disputa i suoi incontri nel maestoso stadio “Azadi” (originariamente denominato “Aryamehr”, ma così ribattezzato dopo la Rivoluzione khomeinista del 1979), complesso della capienza di 100mila spettatori: il non facile compito di Stramaccioni sarà conquistare lo “scudetto”, senza disdegnare la Coppa, rompendo lo strapotere di un Persepolis che, oltre ad aver conquistato gli ultimi tre campionati, nella stagione appena trascorsa ha centrato il “double”. Non certo famoso quanto quello di Milano, il derby di Teheran (noto anche quale “derby rosso-blu”, dai colori principali dei due sodalizi) nel 2008 è stato dichiarato il più importante d'Asia (e il ventiduesimo al Mondo) dalla rivista “World Soccer”: attualmente, il computo dei vari confronti ufficiali tra le due compagini è in parità, con 23 vittorie per parte (e 37 pareggi) in 83 sfide, ma col Persepolis in vantaggio 81-75 nel conteggio delle realizzazioni. Se, invece, si prendono in considerazione anche le gare amichevoli, il conto sale a 90 partite, con 26 affermazioni dell'Esteghlal, 23 del Persepolis e 41 pari (ma col Persepolis avanti nelle realizzazioni, 86-83). Uno dei motivi che hanno spinto Stramaccioni ad accettare la panchina del sodalizio persiano è il fatto che parteciperà alla Champions League asiatica (in virtù della terza postazione conseguita nel campionato appena concluso, alle spalle dei “cugini” e del Sepahan), seppur partendo dai preliminari: l'obiettivo è migliorare le prestazioni fornite in quest'edizione 2018-'19, che ha visto i persiani eliminati nella fase a gruppi, per via del terzo posto alle spalle delle qualificate Al-Hilal Riyadh (Arabia Saudita) e Al Duhail Doha (Qatar), dinanzi al solo Al-Ain (Emirati Arabi Uniti). Dal derby di Milano a quello di Teheran: 3681,82 chilometri in linea d'aria.

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