di Simone Ducci -
Il saluto è arrivato. Daniele De Rossi lascia ufficialmente la Roma dopo un lunghissimo matrimonio intriso di amore, rispetto e sudore. Il sudore sì, tanto ne è stato versato sul campo dal numero 16, sin dal primo momento che ha indossato la maglia della sua squadra del cuore. Tanti sono e saranno i ricordi che la piazza giallorossa conserverà del proprio capitano. Inutile starli a ricordare tutti, servirebbe un libro per dare il giusto tributo a un'icona del calcio capitolino ed europeo. Inutile anche star qui a disquisire sulle modalità con cui è avvenuto questo congedo. Il presente è questo e non può più cambiare.
La magia del calcio ha voluto che il saluto al centrocampista di Ostia avvenisse in un Roma-Parma. Questo match si è arricchito quindi di un significato in più. La gara contro i ducali infatti non sarà mai una partita come tutte le altre per la Roma. 18 anni fa questo scontro fu determinante per regalare ai giallorossi il terzo scudetto della loro storia. Quest'anno invece ha ufficialmente sancito la separazione da un'icona del calcio.
La Roma saluta il suo gladiatore: l'Olimpico di Totti si riempe per De Rossi
Ti piace Derbyderbyderby.it? Seguici anche su Instagram ---> CLICCA QUI!De Rossi lascia una Roma che dovrà completamente ricostruirsi. Nel giro di pochi anni la piazza ha salutato due dei suoi calciatori più rappresentativi: Totti e De Rossi, compagni di mille battaglie e ora spettatori interessati. Daniele (così è chiamato a Roma) mancherà. Di Totti sono mancate e mancheranno le sue straordinarie giocate, capaci di tagliare in due qualsiasi difesa avversaria. Di De Rossi mancherà invece tutto il resto: presenza, carisma, urla e attaccamento alla maglia. Quest'ultimo probabilmente è stato il regalo più grande che il calciatore romano ha affidato all'intera piazza. In un calcio ormai governato dal Dio denaro e dalle procure, c'è sempre meno spazio per passione e attaccamento.
La Roma sotto questo punto di vista può fare scuola a tutti i suoi avversari. Totti prima, De Rossi fino a oggi e Florenzi in futuro. La storia del club, povera di titoli rispetto ad altre squadre, può fregiarsi di tantissima romanità in campo, tesoro forse di un valore che trascende qualsiasi titolo. Nessun tifoso giallorosso infatti baratterebbe un campionato o una Champions League per un suo beniamino. Roma ama e, soprattutto, rispetta le sue bandiere. Ieri l'Olimpico si è riempito per Totti, oggi lo fa per De Rossi.
Ora il difficile sarà voltare nuovamente pagina e ricominciare con l'ennesima rivoluzione. Rimane difficile però definire 'addio' questo evento. De Rossi ha salutato la Roma ma non è assolutamente da escludere un suo ritorno in futuro. Magari in panchina. Magari in un Roma-Parma...
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