di Mattia Marinelli -
Kris Piatek, un crack assoluto e non c'è bisogno di aggiungere molto alle sue cifre, dopo 31 gol a un mese e mezzo dalla fine della stagione: 19 con il Genoa, 10 con il Milan e 2 con la Nazionale polacca, capocannoniere sia del campionato con 21 reti (13 Genoa e 8 Milan) che della coppa Italia con 8 (6 Genoa e 2 Milan). Così forte, così puntuale e così debordante, che viene quasi naturale demandare solo a lui il problema del gol.
Ma il Milan deve iniziare a darsi l'obiettivo di mandare in gol anche gli altri giocatori. Vero che l'assenza di Paquetà può pesare in questo senso, ma la volata Champions dei rossoneri deve passare anche dal contributo in zona gol degli altri giocatori. Vero, Calhanoglu ha fatto un gol pesantissimo a Bergamo, mentre nel derby hanno trovato coraggio e personalità anche sotto porta due che bomber non sono come Bakayoko e Musacchio,
Ma da quanto Piatek è nel Milan, segna praticamente solo lui. In coppa Italia, 2 gol rossoneri entrambi tutti e solo di Piatek. Ma il dato impressionante è quello del campionato: 10 partite giocate con il Milan e 8 gol di Piatek. Più di tutti gli altri messi insieme. Nell'era del polacco, nessun altro giocatore rossonero ha segnato almeno 2 gol in campionato. Sette giocatori ne hanno segnato uno: Paquetà, Calhanoglu, Kessie, Castillejo, Biglia, Bakayoko e Musacchio.
L'ultimo gol di Suso risale all'ultima partita giocata dal Milan senza il "pistolero": Genoa-Milan, 21 gennaio 2019, secondo gol rossonero nella vittoriosa trasferta di Marassi. E' dallo spagnolo, ma anche dai tiri di Calhanoglu e Kessie, ma anche dal terzo attaccante tra Cutrone, Borini e Castillejo che verrà affiancato a Piatek nelle prossime partite, che dovranno arrivare i gol decisivi per l'Europa che conta. La forbice tra il bomber polacco e il resto della squadra in questo momento è troppo ampia in termini di gol segnati.
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