Lo Zio e l'avversaria di sempre: "Inizialmente il Milan, già nelle giovanili. Il derby è la partita che ho giocato di più, 44 volte; soffrivo nel prepararla. Quando però arrivò Moratti. Ci dissero che la rivale storica era la Juventus".

In occasione del suo 60° compleanno, Beppe Bergomi si racconta in una lunga intervista pubblicata da Tuttosport: "Ho avuto una vita fortunata. Ho sempre cercato di divertirmi e giocare a calcio lo era. Dalla strada e l’oratorio sono finito all’Inter e in Nazionale, giocando quattro Mondiali. Tanti mi dicono che ho vinto poco, io rispondo che ho vinto il giusto, quello che meritavo e che sono rimasto per 20 anni a grandissimi livelli. Il pallone è la mia vita e lo è tuttora con Sky e la mia squadra di ragazzi all’Accademia Inter. Oggi mi rivedo un po’ in Di Lorenzo. Chiaramente è un calcio diverso quello di oggi, ma anche lui è uno concentrato, sul pezzo, non sbaglia quasi mai una partita. È intelligente e mai banale. E nel recente passato direi Barzagli". E se giocasse oggi "mi vedrei da braccetto di destra alla Darmian".

FC Internazionale v SPAL - Serie A

Il ricordo dei momenti più belli, dal primo gol del settembre 1981 al Milan fino alle gioie del Mondiale '82

"Sarò sempre grato a tutti i giocatori di quel gruppo e Bearzot" - e lo Scudetto dei record con l’Inter nel 1988-89: "Quel titolo valeva tre di oggi perché ci confrontavamo con il Milan degli olandesi, il Napoli di Maradona, la Sampdoria di Vialli e Mancini, la Juventus, le romane, la Fiorentina di Baggio".

Da bandiera dell'Inter, ecco le avversarie di sempre: "Inizialmente il Milan, perché già nelle giovanili mi confrontavo con loro. Il derby è la partita che ho giocato di più, 44 volte; soffrivo nel prepararla, ma poi che gusto giocarla. Quando però nel 1995 arrivò Moratti, lui insieme ai gradi ex della Grande Inter come Facchetti e Mazzola, cambiarono la nostra visione e ci dissero che la rivale storica era la Juventus. Cosa hanno rappresentato? La nazionale, perché a livello di club negli anni ’80 non ci furono grandi duelli. Ma in azzurro le colonne del gruppo erano tutti juventini: Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Paolo Rossi. Grandi uomini e grandi giocatori".

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