di Mattia Marinelli -
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Il Milan di Parma è sembrato agli osservatori e agli analisti una squadra vuota, con lo stesso Gattuso apparso preoccupato nel post paertita, anche se il tecnico non vuole sentire parlare di crisi e ha scelto la strada del cazziatone moderato.
In effetti, da parte del Milan è stata esibita una preoccupante leggerezza oltre ad una certa faciloneria nella gestione della gara. Il fartto è che adesso il Toro scalpita, mentre il Milan è giù di tono, visto che ai punti avrebbe meritato di più il Parma.
E' proprio questa aria inspiegabile di rassegnazione attorno al Milan, che induce Gattuso a mandare un segnale alla squadra: "Forse non riesco a trasmettere io umiltà e determinazione alla squadra e se succede questo non sono un buon allenatore". Gattuso sa quanto la squadra lo stimi e se mette in discussione se stesso è perchè vuole una reazione da parte dei giocatori, fin dalle prossime due partite contro Lazio e Torino,
Sul piano dei singoli, nelle pagelle di Parma ci sono dalle tre alle cinque insufficienze sui giornali, con voti più bassi a Conti, dal 4,5 al 5, definito assente ingiustificato e Calhanoglu dal 5 al 5,5, ma i giudizi sono negativi anche su Biglia.
Nonostante ci sia equilibrio nella corsa Champions alla squadra mancano gli stimoli, Cutrone si è infortunato dopo i tre cambi e la squadra ha giocato l'ultimo quarto d'ora praticamente in dieci. Nel corso della sfida del Tardini, Gattuso ha individuato i correttivi ma la frenata è disgraziata anche se la corsa all'oro continua. Adesso sia per la Lazio che per il Milan la coppa Italia diventa un importante puntello psicologico nella volata Champions.
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