Pressing, l'ex arbitro Cesari oggi opinionista tv: "La bandiera col topo c'era anche nel derby d'andata...."
Discriminazione razziale, religiosa, giocatori in curva con le effigi delle SS naziste, quelli in campo a festeggiare sventolando bandiere e topi “laziali”. Mancini, Lukaku, Guendouzi, e uno stadio intero, l’Olimpico tra festa e vergogna. Il derby di Roma finisce, come era prevedibile, nel dispositivo del Giudice Sportivo. Il quale a sua volta chiama all’intervento la procura della Federcalcio.
Il Giudice sportivo vuol vederci chiaro
Gerardo Mastrandrea chiede una relazione integrativa sull’episodio di fine partita con Mancini che sventola una bandiera della Lazio con l’effigie di un topo, e un supplemento di indagine sui cori razzisti delle tifoserie incrociate. Ma il senso, tra le righe, è chiaro: decido io, come conferma l'agenzia Dire su www.dire.it.
🔴 Il giudice sportivo chiede alla procura #Figc di approfondire quanto accaduto durante e dopo il derby #RomaLazio: cori razzisti e discriminatori di entrambe le tifoserie e il comportamento di #Mancini nel mirino pic.twitter.com/aNtwvgghtg
— Giovanni Capuano (@capuanogio) April 9, 2024
Nel dispositivo si fa esplicito e dettagliato riferimento ai cori ascoltati da tutti sia prima che durante la gara, e riportati dettagliatamente nel rapporto della Procura Federale. Il Giudice scrive che “assumono rilevanza, per dimensione e percezione segnalate dai rappresentanti della stessa Procura”.
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