Simone Verdi e il suo derby personale con il Napoli per rilanciarsi e far ripartire il Torino
di Elena Rossin -
Simone Verdi è tornato a vestire la maglia del Torino dopo i trascorsi in granata giovanili e un girovagare in Italia e all’estero in prestito a Juve Stabia, Empoli, Eibar e Carpi fino a quando il Milan, dove la sua avventura calcistica è iniziata, non lo ha ceduto definitivamente al Bologna. Con i felsinei il giocatore ha avuto modo di esprimere tutte le sue qualità tecniche, duttilità e buona visione del gioco che gli permettono di giocare esterno d’attacco a destra o a sinistra essendo capace di calciare bene con entrambi i piedi o anche come trequartista e punta sfruttando la capacità di battere punizioni e rigori, e mettersi così in mostra tanto da destare l’interesse del Napoli. Arrivato due estati fa alle dipendenze di Ancelotti non ha trovato quello spazio che sperava chiuso da altri calciatori e forse anche pagando il non avere un ruolo definito e un fisico che non lo fa annoverare tra i marcantoni. E in più qualche acciacco lo ha condizionato. Dopo solo un anno allora ha fatto ritorno al Torino, prestito con obbligo di riscatto, preso per dare a Mazzarri un giocatore di qualità che innescasse Belotti e anche Zaza mettendoli nella condizione di segnare di più.
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