di Mattia Marinelli -

Sembrava fatta per il Milan. Dopo un primo tempo in cui le cose più belle le aveva fatte il Parma, con l'imbucata per Ceravolo che aveva fatto gridare al rigore sull'uscita di Donnarumma e con la rovesciata di Kucka, la squadra rossonera si era risvegliata nella ripresa.

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Prima il 3-4-2-1 con Suso e Chalanoglu dietro Piatek, poi con Suso trequartista dietro Piatek e Cutrone. Così il Milan è andato ad attaccare il Parma nella ripresa, dando fin da subito la sensazione di poter far male. Poco prima del 70esimo il gol di Castillejo su assist di Suso sembra il perludio ad un buon sabato di Pasqua rossonero.

Ma le vittorie con il minimo sforzo non si addicono al Milan che rimane in campo con un atteggiamento molto offensivo. Tanto che arriva anche il 2-0, ma una posizione infinitesimale del piede di Piatek induce il Var ad annullare il raddoppio di Cutrone. Il Parma sembrava in difficoltà, ma una pala persa da Biglia in mezzo al campo ha aperto la strada alla punizione del pareggio di Bruno Alves.

Il Milan non solo non è riuscito a blindare il quarto posto, ma adesso la sua posizione è fortemente a rischio prima della durissima trasferta di Torino. Sul piano della mentalità e della qualità di gioco, passi indietro da parte della formazione di Rino Gattuso. Il Milan alle 12.30 ha pareggiato sia a Frosinone che a Parma ed è l'unica squadra delle prime sette ad averlo fatto.

I rossoneri possono recriminare per l'annullamento del 2-0, ma il pareggio del Tardini non può essere definito ingiusto. E questo va a tutto merito del Parma e anche a demerito del Milan. L'accelerazione favorita dai moduli iper-offensivi di Gattuso nella ripresa non è bastata per conquistare tre punti che erano fondamentali.

Non sembrano esserci particolari responsabilità di Donnarumma sulla punizione calciata forte e angolata da Bruno Alves.

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