di Valerio Graziani -
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"Sto trovando molta continuità e di questo sono contentissimo. Mi trovo molto bene qui, ma come già ho detto alla società, parleremo di tutto quanto a fine stagione. Adesso è il momento di concentrarci sul presente e sulla qualificazione Champions". Lo ha detto Stephan El Shaarawy alla vigilia di Roma-Cagliari. A caccia del pass per l'Europa nobile infatti non c'è solo la Roma. "Sicuramente sei o sette squadre in lotta è una cosa inaspettata sì, ma non troppo". Una battuta su Dzeko: "Ci stiamo trovando molto bene in questo periodo. Edin è un giocatore che vuole mettersi a disposizione del gruppo. Quello che è successo anche nello spogliatoio è un capitolo chiuso - ricordando il diverbio a Ferrara -. Ci sta il nervosismo. Abbiamo bisogno più che mai dell'aiuto reciproco. Ranieri? Ci sta chiedendo lavoro e sacrificio. Ultimamente sto giocando più dietro perché il mister chiede grande concentrazione. Ci ha dato compattezza di squadra. E' un allenatore saggio e pragmatico e lo stiamo seguendo".
Tutto bene e tutto giusto, ma "del futuro parleremo più avanti" cosa significa di preciso? Il Faraone riveduto e corretto, rilanciato e valorizzato, reduce fra l'altro dal gran gol di San Siro contro l'Inter ha altre mire? Al di là delle dichiarazioni di facciata, la sua permanenza è legata a quella di Dzeko? Oppure ha intuito che se la Roma non dovesse andare in Champions League, lui potrebbe essere uno dei sacrificati per motivi di bilancio?
Tutte domande e perplessità destinate a rimanere aperte, dopo l'uscita a sorpresa del nazionale azzurro in forza alla Roma.
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